Le Migliori Strategie di Poker dalla Matematica alla Psicologia

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Il Poker è un Gioco d'Azzardo?

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Spesso si discute se il poker sia da considerare un gioco d'azzardo o un gioco d'abilità. La risposta, come spesso in questo campo, è che dipende.

Periodicamente, e di solito in occasioni di fatti clamorosi come vincite o perdite milionarie, si accende il dibattito tra chi ritiene che il poker sia un gioco d'azzardo, e chi invece pensa che si tratti di un gioco d'abilità.

Ma che cosa definisce l'azzardo dall'abilità, e in che misura questi due elementi si fondono in un gioco di carte?

Il grande Walter Clyde Pearson, meglio conosciuto come Puggy, amava dire che la gente è più disposta a perdere che a vincere.

Il buon Pearson, vincitore del Main Event delle WSOP (che giocò ininterrottamente dal 1970 al 2005, prima di spegnersi l'anno successivo) nel 1973 e Hall of Famer dal 1987, amava ripetere che i migliori gambler sanno una cosa fondamentale: il giocatore medio è felice quando vince i soldi per una cena e un film al cinema, ma quando sta perdendo è disposto a giocarsi fino all'ultimo centesimo.

Ed è qui, in una delle frasi più celebri della storia del poker, che si nasconde la risposta alla nostra domanda.

Il poker è azzardo se non lo si gioca nella maniera corretta, lasciandosi influenzare da fattori esterni che non tengono conto della matematica che sta alla base di questo gioco.

Per chiarire meglio il concetto possiamo utilizzare un classico esempio.

Supponiamo che proponiate a un vostro amico una semplice scommessa: tirerete la monetina 1000 volte, e darete tre euro al vostro amico ogni volta che uscirà testa, mentre lui darà un euro a voi ogni volta che uscirà croce.

Questo è un azzardo?

La risposta, ovviamente, è no. Lo sarebbe se la moneta venisse lanciata una volta sola.

Ma sappiamo tutti che su 1000 lanci, più o meno il 50% delle volte uscirà testa e il 50% delle volte uscirà croce, dato che queste sono le due uniche opzioni disponibili.

E anche se dovesse vincere solo 300 volte su 1000 (ben al di sotto del 50%), il vostro amico intascherebbe comunque 200 euro netti.

Analogamente, ogni volta che una persona gioca a poker e investe le sue chip in una situazione nella quale ha le odds corrette, fa qualcosa di matematicamente ineccepibile nel lungo periodo.

Ecco perché i grandi giocatori, quelli che vincono milioni e milioni di dollari in carriera, potenzialmente nel singolo colpo possono perdere contro chiunque (come tutti, del resto); ma i campioni sanno che effettuando scelte matematicamente corrette nel lungo periodo finiranno per guadagnare denaro.

Giocare una singola mano di Texas Hold'em andando all-in pre-flop com A-A, e trovarsi contro K-K, significa partire in vantaggio all'80% circa, ma non significa vincere automaticamente quella mano.

A-A potrebbe tranquillamente perdere: basta che sul board scenda un K.

Ma provate a giocare quella stessa mano 10, 100 o 1000 volte e capirete che il guadagno è garantito. E se è garantito, non è rischioso.

E se non è rischioso, be'...allora non è azzardo.

 

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