Notizie sul Poker
Scacchi e poker: mondi lontanissimi?
2010-01-20 17:20:10
Il poker ha l'aria di un gioco molto dinamico, fatto di mani brevi, personaggi eccentrici e casinò da sogno.
Tutti sanno che con la sola fortuna non si combina granché nel Texas Hold Em, e chiunque abbia provato a giocare seriamente a poker sa che gli elementi di logica, di matematica e di psicologia alla base del poker sono tutt'altro che frivole.
Una delle storie meno conosciute del poker è quella che riguarda i legami col gioco degli scacchi. In un certo è comprensibile: tanto il mondo del poker è fatto di sponsor, soldi e celebrità, tanto quello degli scacchi conserva, tradizionalmente, uno stile sobrio e serioso. Eppure i due giochi hanno molto in comune. Gli approcci di filosofi della scacchiera come Emanuel Lasker sono a volte usati dai pokeristi professionisti per imporre il proprio gioco sull'avversario. In particolare, le teorie di Lasker, considerato il primo scacchista a usare manovre impreviste per confondere l'avversario e metterlo in una situazione psicologica di svantaggio, possono essere spesso applicate al Texas Hold 'Em.
Non mancano poi esempi di scacchisti passati alle carte, come Howard Lederer (chiamato "il professore") , Ivo Donev o Ylon Schwartz. Del resto sia poker che scacchi si basano sulle stesse doti: memoria, concentrazione, capacità di calcolo delle probabilità e quella ineffabile capacità di cogliere i segnali di debolezza degli avversari.