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Agenzia delle Entrate e Poker: Tremano i Giocatori

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"Niente da dichiarare". E poi si scopre che sono giocatori d'azzardo, vincenti, per giunta.

Ma dall'Umbria arriva, più che un campanello, una sirena d'allarme, quella della Guardia di Finanza.

Perché al Fisco i conti non tornano. E allora all'Agenzie delle Entrate hanno deciso di rifare i conti ma dopo aver controllato gli account dei casino online.

Il Fisco non vuole sapere "quando e per quanto tempo", ma "quanto" giocano gli umbri, se quei soldi buttati su immateriali conti online facciano parte dello stipendio o delle commesse dichiarate oppure sono in parte sottratti allo Stato.

Dunque a tremare sono in 80 mila. Tanti quanti i conti in rete detenuti dai giocatori umbri nelle "room", che dal 6 gennaio, grazie alla norma sulla tracciabilità, avranno gli spostamenti di denaro monitorati.

Non solo.

Al Fisco non sfuggirà un euro sulle scommesse fatte ma soprattutto non passerà inosservata alcuna vincita, quindi se non ci sarà coincidenza tra la dichiarazione dei redditi e le somme che si muoveranno negli account diventerà brevissimo il passo da "player" a evasore.

La norma dice che "chi vince giocando online su siti con sedi estere ai casino, oppure con scommesse o altri giochi, è soggetto a tassazione integrale delle vincite.

Si tratta infatti di redditi diversi che vanno tassati per intero ed assoggettati agli obblighi di monitoraggio".

E qui si apre un problema che abbiamo già affrontato, vale a dire una sorta di doppia tassazione attuata in Italia.

Ma solo nello Stivale: criticata dai giocatori e anche dalle altre nazioni perché, a effetto domino, danneggia anche le giocate fuori dai confini nazionali

Lo chiarisce l'agenzia delle Entrate con la risoluzione 141: "Deve assoggettare a tassazione l'intero ammontare delle vincite percepite nel periodo d'imposta, senza tener conto delle spese sostenute per la loro produzione.

In particolare, nella fattispecie in esame, le vincite devono essere riportate nel rigo RL15 del quadro del modello Unico".

Calcolatrice alla mano, il Fisco conta di recuperare dagli evasori Umbri tra i 15 e i 20 milioni di euro. Se si calcola a livello italiano, prendendo pure l'Umbria come valore medio tra regioni più grandi e più piccole, la "retata" delle Fiamme Gialle potrebbe recuperare entro il 2012 circa 420 milioni di euro.

In Umbria, per capire la portata del betting nella regione, solo nei primi mesi del 2011 i giochi d'azzardo hanno incassato 90 milioni a gennaio, 86 a febbraio, 98 a marzo, 92 ad aprile, 91 a maggio.

Anche in questo caso la parte "del leone" è stata fatta da dalle slot, con una "raccolta" di circa 55 milioni di euro al mese in media. Al secondo posto, per incassi in regione, le lotterie, che hannpo fruttato tra i 14 milioni di gennaio e i 17,1 di marzo.

L'Umbria da un anno a questa parte si è distinta più volte per il gioco illegale.
Circa nove mesi fa furono scoperte due bische clandestine dove si praticava il poker texano d'azzardo: sono finite in manette 50 persone per aver organizzato o partecipato a veri e propri tornei illegali di 'Texas Hold'em', con in palio montepremi fino a mille euro.

L.C