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Carica azzurra al WSOP Main Event, Sorrentino si consola al Venetian, PokerStars rileva PKR

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Sono 35 i giocatori italiani qualificati per il Day 2 del Main Event WSOP. Grande vittoria per Raffaele Sorrentino in un evento al Venetian, mentre Pokerstars si prende il marchio PKR.

Main Event WSOP, tanti azzurri in corsa

In principio furono Sergio Castelluccio (144.800), Gianluca Trebbi (130.800), Raffaello Locatelli (96.900), Andrea Vezzani (74.400), Giovanni Di Donato (57.900), Silvio Crisari (55.900) e Mariano Cafagna (32.800).

Poi si aggiunsero Brando Naspetti (111.300), Enrico Mosca (93.100), Antonio Scalzi (89.600), Max Pescatori (84.200), Alessandro Borsa (81.400), Davide Suriano (76.000) e Rocco Palumbo (43.900).

Infine arrivo una vera e propria sfornata, con altri venti giocatori che sono riusciti ad aggiungersi ai precedenti quindici per tornare in gioco nelle giornate di domani e dopodomani.

Si tratta di Gaetano Preite (120.100), Giuliano Bendinelli e Dario Minieri (entrambi a 97.400), Alessandro Meoni (96.600), Salvatore Bonavena (96.400), Daniele Primerano (89.700), Alessandro Minasi (76.400), Umberto Ferrauto (69.300), Andrea Iocco (66.700), Federico Butteroni (55.000), Mustapha Kanit (77.300), Dario Sammartino (48.500), Alfonso Ammendola (48.000), Luigi Curcio (45.300) Cristiano Guerra (41.400), Roby Begni (25.800), Pasquale Grimaldi (15.100), Luca Crisantelli (14.900) e Cesare Raso (7.400).

Sono i trentacinque giocatori italiani che hanno superato il primo taglio e si sono qualificati per il Day 2 del Main Event delle World Series of Poker. Attualmente il chipcount è comandato dal regular danese Morten Mortensen, ma ci sono ovviamente tanti grandissimi giocatori ancora in corsa.

Raffaele Sorrentino, che colpo al Venetian

raffaele raffibiza sorrentino

Lo avevamo lasciato quasi un paio di mesi fa, con il suo volto sorridente e raggiante dopo la conquista del Main Event del PokerStars Championship in quel di Montecarlo.

Nel frattempo, come si confa ai grandi campioni, Raffaele Sorrentino non ha perso il vizio della vittoria, e nonostante un cammino poco incoraggiante alle WSOP è riuscito comunque a piazzare una zampata in quel di Las Vegas.

Il giocatore azzurro, infatti, ha portato a casa la vittoria in un torneo disputato presso il Venetian, da 1.600 dollari di buy-in e con la possibilità di portare a casa delle taglie.

‘raffibiza’ ha portato a casa circa 90.000 dollari, dopo essere andato al deal una volta rimasti in tre giocatori, e ottenendo diversi bounty che gli hanno fatto incrementare le vincite.

All’evento, per la cronaca, hanno partecipato altri due italiani, Alessandro Minasi e Rocco Palumbo, andati entrambi a premio ma lontani dalle primissime posizioni.

PokerStars non lascia ma raddoppia

Arriva una grande novità per quel che riguarda il controllo del mercato del poker internazionale, con PokerStars che torna a fare la voce grossa e mette le mani su uno storico marchio del gaming online.

Stiamo parlando di PKR, società che era diventata una delle leader nel settore, ma che in questa prima metà di 2017 era stata costretta a chiudere i battenti a causa di evidenti problemi economici.

In un primo momento, la poker room della picca rossa aveva deciso di rimborsare i 60.000 giocatori che non erano riusciti a prelevare il denaro presente sui rispettivi conti gioco, prima che PKR chiudesse.

A seguire, è venuta fuori la notizia relativa al rilevamento del dominio e del brand della poker room da parte di PokerStars. La motivazione ufficiale, giunta direttamente dall’Isola di Man, è la seguente: “Abbiamo rilevato brand e dominio per rendere più semplice l’operazione di rimborso, non è nostra intenzione rilevare la società”.

Per gli operatori di poker online, nulla è più importante di proteggere i bankroll dei giocatori. PokerStars mantiene separati i soldi dei giocatori e i fondi operativi, come del resto abbiamo sempre fatto”, dichiara Eric Hollreiser. Vedremo una prossima puntata della vicenda?

Joe Cada ripensa al Main Event WSOP 2009

cada moon

Siamo in pieno clima di Main Event alle World Series of Poker, e una delle immagini più recenti della storia di questo fantastico evento è certamente quella relativa all’edizione del 2009.

Da una parte un giovane all’apparenza disinteressato come Joe Cada. Dall’altra un uomo dall’aspetto rude ma capace di giocare un gran poker, Darvin Moon.

Alla fine, a portare a casa il braccialetto fu il giovane Cada, il quale trovò da quella vittoria le risorse per costruire una buona carriera da giocatore professionista. Moon, invece, non si è segnalato più di tanto ai tavoli da poker.

Di quel Main Event, e degli effetti collaterali di quel torneo, è tornato a parlare proprio Joe Cada: “All’epoca trovai una persona a cui mostrare le mie statistiche online e ottenni lo staking. Non avevo pianificato di trasformare il poker nel mio lavoro. Avevo un lavoro prima di diventare pro, perché non ero sicuro se le vincite ottenute a 18 e 19 anni fossero frutto delle mia abilità o semplicemente di una buona run”.

Cada ha parlato proprio di Moon, il quale non ha proseguito la carriera nel mondo del poker, tornando alle sue abitudini: “Non penso che fossero giuste le critiche nei suoi confronti. Molte persone giudicano un giocatore in base a ciò che ha fatto dopo aver vinto il Main Event. Lui non giocava a poker per vivere, era un falegname nel Maryland. Molto semplicemente vinse un satellite, venne a Las Vegas e divenne milionario. Ho grande stima di lui per aver vinto ed essere tornato alla sua vita normale”.

 

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