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Che cosa rende vincente un giocatore di poker?

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Giocare a poker, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, vuol dire essere una sola tra queste due cose: un giocatore vincente, o un giocatore perdente.

Non esiste una via di mezzo. D'accordo, ma allora cosa ci vuole per essere dei giocatori vincenti?

E ancora: perché la maggior parte dei giocatori di poker torna a casa - più spesso che no - con il portafogli alleggerito, mentre altri - una minoranza, vero - di solito vince?

Non può essere semplicemente questione di fortuna: parafrasando una celebre battuta di Rounders - Il giocatore "sono forse i più fortunati al mondo?". No, la fortuna c'entra poco e, anzi, nel lungo periodo tende a essere neutrale.

Esistono tre elementi chiave che caratterizzano i giocatori vincenti, e che li distinguono nettamente dal resto dei pokeristi. Forse sarebbe meglio utilizzare il termine "essenziali", riferito a questi elementi, perché senza si è destinati ad essere giocatori perdenti.

Anzi, potremmo applicare questi stessi elementi alla vita in generale: decisioni, controllo, abilità.

Il poker è un gioco di decisioni, che comincia ancora prima della distribuzione delle carte

In quale casinò (o poker room) giocare? A quale variante? In quale tavolo? In quale posto? Difficile essere vincenti senza valutare con attenzione questi elementi, che possono sembrare casuali e invece spesso si rivelano fondamentali. Eppure molti giocatori ci fanno poco caso.

Ovviamente, poi, durante lo svolgimento vero e proprio di ciascuna mano esistono tantissime altre decisioni vitali: quali mani di partenza giocare; se chiamare, rilanciare o foldare al flop; tentare il bluff o il semi-bluff al turn o al river, e via dicendo.

L'opportunità di prendere decisioni ci mette in pieno controllo; sapere come prenderle al meglio richiede delle vere abilità. Il giocatore davvero abile ha un piano di gioco, sempre. Non si limita a tirare a indovinare. Considerato che mediamente una mano di poker dura un paio di minuti, ci vogliono enormi qualità per ragionare in così poco tempo.

Distinguere i vincenti dai perdenti è davvero semplice

A parte ovviamente guardare il loro stack: i perdenti si siedono al tavolo per giocare, i vincenti si siedono per vincere.

Questi ultimi, ad esempio, sanno che la maggior parte delle mani di partenza è ingiocabile; sanno che chi vede costantemente più di un terzo dei flop deve per forza giocare con mani di qualità inferiore.

Ma la fortuna, allora, non c'entra proprio niente? Giocare alle slot, alla roulette o a molti altri giochi d'azzardo significa affidarsi molto alla fortuna e poco - o niente - all'abilità.

Qui si gioca contro il casinò, e il casinò ha sempre il vantaggio: è solo una questione matematica, dove le leggi della probabilità non hanno voce in capitolo.

Questa è la principale differenza con il poker, dove si ha davvero il controllo sulla propria fortuna o sfortuna - al netto ovviamente delle bad beat, che possono sempre capitare.

Quando si gioca a poker, nel lungo periodo, il giocatore che possiede delle abilità sarà colui che emergerà. E lo stesso vale, come detto, anche nella vita. Anche se un po' di fortuna aiuta, ci mancherebbe!