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Come affrontare i tornei low buy-in

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Nei tornei dal buy-in basso, dove la struttura di gioco è generalmente molto veloce, occorre giocare con un certo tipo di strategia.

Nell'ultimo periodo, i tornei low buy-in sono diventati la nuova tendenza nei circuiti pokeristici. Si tratta di eventi che tipicamente hanno costi di iscrizione inferiori ai 1.000 euro (o dollari, per quel che vale) e che spesso hanno un montepremi garantito allettante. Di norma, però, questo genere di tornei hanno una struttura molto rapida, che va affrontata nel modo giusto. Ecco come affrontare un torneo low buy-in nelle sue tre fasi fondamentali.

Tornei low buy-in: le fasi iniziali

I primi livelli dei bui sono molto bassi e spesso, nei tornei low buy-in, gli stack sono pari a oltre 100 volte il big blind. Dato che avere un big stack nelle fasi iniziali di un torneo non garantisce certo né la vittoria finale né il raggiungimento del tavolo finale, è consigliabile giocare con un po' di prudenza. Inutile entrare nei piatti con mani marginali, soprattutto da fuori posizione, o giocarsi piatti grossi senza avere mani quasi imbattibili.

È giusto spingere nelle occasioni favorevoli, per carità: se avete due assi, rilanciate pre-flop e un vostro avversario controrilancia, potete tranquillamente andare avanti a rilanciare fino a trovarvi in all-in pre-flop. Ma evitate mosse troppo fantasiose nei primi livelli dei tornei dai buy-in bassi, come ad esempio i bluff: semplicemente il livello dei bui è troppo basso per scoraggiare il giocatore medio dal fare call.

Un'eccezione a quanto detto finora capita quando il torneo prevede la modalità re-buy. Se avete pianificato di usufruire dell'opzione re-buy, allora potete giocare sin dall'inizio prendendovi dei rischi, nella speranza o di ottenere subito uno stack davvero importante, o di essere eliminati per sedervi nuovamente al tavolo con uno stack rinnovato.

Tornei low buy-in: le fasi intermedie

Sono forse le fasi più critiche di un torneo low buy-in, perché i bui cominciano ad alzarsi e il rapporto con lo stack medio a diminuire, ma c'è ancora un po' di margine di manovra post-flop. È comunque il caso di iniziare a spingere un po' di più, soprattutto tentando di rubare i bui da buona posizione. Se nei primi livelli il furto dei bui non ha molto senso (perché il rapporto rischio/ricompensa è troppo sbilanciato verso il primo termine), adesso i bui - e le ante - cominciano a rappresentare un premio abbastanza goloso.

Di solito la fine della fase intermedia coincide con la zona bolla, cioè quando si avvicina l'ingresso nella zona premio. In bolla, se avete uno stack decente (diciamo sui 30 big blind o più) cercate di mettere pressione a quei giocatori che vogliono semplicemente temporeggiare, giocando il meno possibile per cercare di sopravvivere allo scoppio della bolla.

Viceversa, se il vostro stack è pericolante, e il vostro obiettivo non è solo quello di arrivare in the money, aprite il gioco andando direttamente in all-in (quando nessun altro ha ancora rilanciato pre-flop) con un range di mani molto ampio, ma non se dopo di voi è seduto qualche big stack che potrebbe chiamarvi con mani marginali giusto per eliminarvi - sapendo che, in caso di sconfitta, il proprio stack non subirebbe un colpo così grave.

Tornei low buy-in: le fasi avanzate

La bolla è scoppiata e siete arrivati a premio. Nelle fasi avanzate dei tornei low buy-in, il margine di manovra post-flop è ridottissimo. Spesso tutto si tramuta in una strategia da push or fold: o si manda la vasca pre-flop o si gettano le carte nel muck. I bui, infatti, sono talmente alti che entrare nel gioco rilanciando per vedere il flop significa diventare pot-committed, cioè investire talmente tanto nel piatto che il fold non è più un'opzione.

Solitamente, appena dopo lo scoppio della bolla gli short-stack cominciano ad andare all-in che è un piacere, cercando di raddoppiare. Evitate le situazioni marginali e chiamate solo con mani decenti: anche questo può essere un buon momento per raggranellare un po' di gettoni.

Se riuscite ad arrivare al tavolo finale, la strategia non cambia. Se siete short-stack avrete bisogno di più di un double-up per rientrare in corsa per la vittoria finale, mentre se siete big stack potete fare leva sulla vostra montagna di gettoni per rubare piatti a più non posso. Se vi trovate in una situazione di mezzo la questione è un po' più complessa: cercate di individuare i giocatori più tight e bluffate contro di loro, mentre giocate solo mani solide contro i giocatori più loose.