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Come diventare un giocatore di poker professionista - prima parte

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Fare il pokerista professionista non è semplicemente prendere in mano le carte e giocare. Se così fosse, probabilmente lo saremmo tutti…

Come ogni professione, anche quella del giocatore di poker ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. La differenza è che il pokerista professionista è un mestiere che - al pari ad esempio di un imprenditore - prevede un costante investimento di denaro. Scegliere di giocare a poker per vivere non è da prendere alla leggera. Ecco dunque una guida in punti, divisa in due parti, che può aiutarvi.

1) Stabilire un piano di battaglia

A meno che non abbiate ereditato una valanga di soldi, ci vuole un piano per cominciare a giocare a poker da professionisti. Occorrono coraggio e disciplina, per salire di livello un passo alla volta. Questo significa che vincere 200 euro in un tavolo da 3/6 euro un giorno, non fa di voi un giocatore pronto a passare ai tavoli da 6/12 euro il giorno successivo. Lo stesso dicasi per i tornei: se vincete un torneo da 10 euro, non significa che potete subito salire di livello e giocare i tornei da 100 euro.

Questo per quanto riguarda la disciplina. Per quanto concerne il coraggio, il discorso è se vogliamo diametralmente opposto: una volta che vi rendete conto di riuscire a battere agevolmente il livello in cui vi trovate, non abbiate timore di progredire. Se rimanete fermi nello stesso livello, quando magari potreste essere in grado di vincere anche nel successivo, perdete semplicemente un potenziale profitto maggiore.

2) Capire il proprio potenziale

A proposito di potenziale, per diventare un professionista occorre rendersi conto dei potenziali profitti e delle potenziali perdite a cui si può andare incontro. Giocare, spesso, non significa semplicemente acquistare delle chip (nel cash game) o pagare in buy-in (nei tornei). Il pokerista professionista ha anche altri tipi di costi, come ad esempio le spese di viaggio, di vitto e alloggio per partecipare ai tornei o alle partite cash nei posti più lucrosi. Questo denaro 'sprecato' va assolutamente tenuto in considerazione.

3) Scegliersi bene gli avversari

Un altro elemento essenziale del gioco è la capacità di scegliere con attenzione i propri avversari. Di solito, i giocatori più duri da affrontare sono quelli capaci di individuare i vostri punti deboli e sfruttarli a loro vantaggio: quando non ne trovano (o non ne trovano più) uno, semplicemente evitano di giocare e passano alla 'preda successiva'. Sono questi i giocatori che riescono a sopravvivere, nel mondo del poker. Il poker non è una sfida a chi è più bravo degli altri, per dimostrare di avere qualità superiori: è una sfida con se stessi e l'obiettivo è vincere soldi, punto.

A tal proposito, un piccolo aneddoto. Si narra che un giocatore di poker, un giorno, sfidò un professionista che si diceva aver insegnato nientemeno che a Stu Ungar il gioco del gin rummy. E a quale variante lo sfidò? Proprio nel gin rummy. Buon per lui, la fortuna fu dalla sua parte e riuscì a battere il Maestro, con la "m" maiuscola.

Più tardi, il Maestro si imbatté nel giocatore che lo aveva sconfitto, mentre sorseggiava un drink al bar del Tropicana di Las Vegas. Deciso a prendersi la rivincita, poiché conscio di essere superiore, invitò il tale ad una nuova partita di gin rummy. Questi, tuttavia, gli rispose: "Perché invece non troviamo qualcuno che possiamo battere entrambi?".