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Come diventare un giocatore di poker professionista - seconda parte

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Fare il pokerista professionista non è semplicemente prendere in mano le carte e giocare. Se così fosse, probabilmente lo saremmo tutti…

La settimana scorsa, nella prima parte della guida su come diventare giocatori di poker professionisti, abbiamo parlato dell'importanza di avere un piano di battaglia, di comprendere quali sono le proprie potenzialità e di scegliersi bene gli avversari contro i quali giocare. Oggi concludiamo il nostro percorso.

4) Capire quando si possiede un vantaggio

Uno dei motivi per i quali i professionisti amano i cosiddetti Mixed Game (cioè le partite in cui si alternano più varianti di poker) è proprio questo.

I pro sono sempre a caccia di avversari più deboli, che magari non padroneggiano benissimo alcune delle varianti: in questo modo si creano un vantaggio - o edge nel gergo pokeristico. Senza questa abilità, non c'è motivo per sedersi al tavolo da gioco.

Questa è una regola cardinale del poker: per essere giocatori di livello mondiale occorre primeggiare in almeno 4 varianti.

La storia che vi racconteremo ora è solo un esempio portato all'estremo di quanto sia fondamentale, per un giocatore di poker professionista, trovare giocatori da poter battere agilmente.

Tempo fa, in Georgia, era diventata famosa una strana partita di Texas Hold'em: si giocava addirittura in 14, con una rake di 15 dollari a mano.

Parecchi professionisti snobbavano tale partita, vista la rake altissima. In pochi, però, avevano fatto un ragionamento opposto: se ci sono 14 giocatori che accettano di pagare 15 dollari di rake ogni mano, o sono dei gambler o sono semplicemente giocatori molto scarsi.

E infatti Ray Hall, grinder piuttosto noto qualche decennio fa, ha definito quella partita "la più interessante alla quale abbia mai partecipato".

5) Lasciare l'ego a casa

L'ultimo punto viene spesso trascurato, quando si parla di come diventare giocatori di poker professionisti. In realtà, si tratta del tallone d'Achille di parecchi pro: l'ego. Moltissimi hanno commesso - e ancora commettono - l'errore di pensare di riuscire a vincere per sempre. Ma il poker cambia, si evolve, e con esso il gioco: ciò che è vincente oggi potrebbe non esserlo domani. E non sempre è facile o possibile tenersi aggiornati.

Ecco perché a volte può valere la pena spendere un po' di tempo e di denaro per crearsi un'immagine, per avere un paracadute in caso dovessero arrivare tempi di magra.

Per giocare da professionisti occorre proteggere il proprio bankroll, scegliere bene varianti e avversari, sfruttare ogni vantaggio e avere uno stile di vita bilanciato.

Spesso i giocatori vincenti si sentono onnipotenti, vogliono sfidare i più forti al mondo, a qualsiasi partita (e a qualsiasi costo). Altrettanto spesso, il loro ego gli costa la carriera.

6) Non solo poker!

L'ultimo punto è più un consiglio che altro. Per quanto diventare un giocatore di poker professionista di successo sia un'esperienza altamente edificante e potenzialmente remunerativa, meglio evitare che tutta la propria vita ruoti attorno al poker.

Ricordate che avete una famiglia e degli amici: i tavoli da poker, d'altra parte, saranno sempre lì che vi aspetteranno.