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Come giocare ai tavoli short-handed: la strategia nel poker online

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I tavoli short-handed nel poker online garantiscono un ritmo più veloce, ma non sono l'ideale per i giocatori principianti.

I tavoli short-handed (cioè da 6 giocatori) nel poker online non sono l'ideale per chi è ancora un principiante del poker, ma d'altro canto siamo di fronte a una tipologia di gioco che ormai ha preso il sopravvento rispetto al più classico full ring. Occorre però sapere che sebbene si giochino più mani e i piatti siano più veloci, questi ultimi sono anche più piccoli.

La maggiore velocità di gioco, inoltre, è mitigata dal fatto che ci saranno anche meno avversari da affrontare all'interno di una singola mano. E se lo scopo del poker online è vincere, soldi veri naturalmente, il contesto dei tavoli short-handed non è l'ideale semplicemente perché riduce il numero di potenziali fish contro i quali è possibile giocare.

Fatta questa doverosa premessa, vediamo come giocare ai tavoli short-handed. Per prima cosa bisogna ampliare i requisiti delle starting hand, cioè giocare più mani di partenza, altrimenti i bui eroderanno inevitabilmente lo stack. Solitamente è giusto entrare in gioco rilanciando, specialmente da late position; anche in caso di semplice steal dei bui, in questo modo si creerà un'immagine aggressiva al tavolo e ci si garantirà quantomeno la copertura del prossimo giro di bui.

Nei tavoli short-handed è anche possibile vincere un maggior numero di piatti con mani meno "nobili" rispetto a quanto succede in un tavolo nine-handed. Di solito è difficile giocare un piatto contro più di uno o due avversari, quindi una top pair con un kicker mediocre è già una mano che può vincere spesso.

Per esempio, chiamando da late position con A-3 suited e trovando un flop A-T-9, una puntata è quasi obbligatoria. Probabilmente i vostri avversari rilanceranno nel caso abbiano una mano migliore della vostra, folderanno se non hanno nulla o chiameranno in caso abbiano centrato un acoppia di dieci o di nove.

Anche se short-handed si giocano più mani, questo non vuol dire che non capitino mani monster. Solo perché il tavolo è composto da 6 giocatori non significa che la coppia d'assi non esista: quando avete una mano borderline, dal flop in avanti, fate attenzione e giocate comunque con molta cautela.

Per quanto riguarda lo slowplay, se in una partita full ring non è quasi mai una mossa intelligente farlo con una mano mediocre, in una partita short-handed ha già più senso. Proprio perché i piatti vengono contesi al massimo da due o tre giocatori, occorre cercare di estrarre il massimo valore dalle mani forti.

Se al flop ottenete una doppia coppia o un set, a volte puntare poco o persino fare check non è sbagliato. L'intenzione è quella di permettere all'avversario di migliorare la sua mano, in modo che nel prosieguo dell'azione sia disposto a chiamare puntate più sostanziose o persino a rilanciare. Ma occhio a non esagerare troppo con lo slowplay, perché anche nei tavoli short-handed questo può portare a perdere diverse chip.

In conclusione, possiamo dire che le partite short-handed sono l'ideale per chi vuole un'azione veloce e per chi vuole giocare un numero di mani orario più alto rispetto ai tavoli full-ring: bisogna però essere disposti a rinunciare a quei bei piattoni grossi, contro due o più avversari, tipici dei tavoli nine-handed.