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Come organizzare un bluff di successo nel poker

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Sono sei gli elementi chiave da tenere sempre in considearzione quando si decide di tentare un bluff nel gioco del poker.

Se pensate che per vincere giocando a poker bastino le carte, è meglio cambiare opinione o darsi a qualche altro passatempo. Una componente essenziale per essere giocatori vincenti è il bluff, cioè sostanzialmente conquistare un piatto senza avere la mano migliore e senza arrivare allo showdown, facendo foldare l'avversario. Ecco quali sono i punti chiave per un bluff che abbia ottime probabilità di riuscita.

Gli avversari

Un fattore fondamentale per il successo di un bluff è il tipo di avversario contro cui vogliamo bluffare. I giocatori tight e piuttosto timidi sono gli obiettivi ideali. Contro giocatori aggressivi e capaci di mosse a sorpresa, il bluff ha meno probabilità di andare in porto. Contro i giocatori loose il margine di sicurezza è troppo basso. In generale, poi, è inutile bluffare contro un giocatore che è praticamente in all-in: potrebbe chiamare lo stesso, pensando che tanto ormai non ha nulla da perdere.

L'immagine

Molto importante capire come vi vedono i vostri avversari. Un consiglio può essere quello di iniziare a giocare con molta cautela, in modo da costruirsi un'immagine di un giocatore molto chiusa: foldare parecchie mani di partenza consecutive è un buon modo per farlo. Una volta solidificata questa immagine, i bluff saranno molto più credibili.

La frequenza di bluff

Bluffare va bene, esagerare no. Se bluffate troppo spesso, i vostri avversari si faranno sempre più sospettosi e tenderanno a sfidarvi. Definire il concetto di "troppo spesso" non è facile: dipende dal tipo di partita, dalla situazione, dagli avversari. In media, uno o due bluff ogni ora dovrebbe essere una quantità generalmente accettabile.

La posizione

Bluffare da late position - specialmente dal bottone - è più facile, perché di norma agiremo sempre dopo i nostri avversari. Potendo già conoscere l'esito delle loro azioni è un vantaggio non indifferente quando si organizza un bluff.

Il tempismo

Avete deciso di bluffare contro un avversario che ha fatto check al turn. Il tempismo del vostro bluff può influenzare la sua decisione: meglio agire velocemente o prendersi un po' di tempo per riflettere? Una lunga pausa prima di puntare in bluff potrebbe essere il segnale che state valutando la vostra mano, magari stimando le pot odds. Se aspettate troppo, il vostro avversario potrebbe pensare che siete indecisi ed essere propenso a fare call.

Viceversa, puntare senza esitazione è un tell piuttosto forte, che suggerisce proprio un bluff: agisco in maniera decisa per mostrare forza, quando in realtà sono debole. Quindi la cosa migliore è una via di mezzo: non puntate subito, ma non aspettate neppure troppo.

La coerenza

Se avete puntato o rilanciato durante tutta una mano, allora il vostro avversario sarà più propenso a foldare anche al river. Viceversa, è difficile far foldare qualcuno puntando al river se avete fatto magari limp pre-flop e poi vi siete limitati al check sia al flop che al turn. Il discorso vale anche all'inverso: se il vostro avversario ha continuato a puntare o a rilanciare, difficilmente folderà sulla vostra puntata o sul vostro rilancio al river.