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Come scoprire le carte dell'avversario grazie al raise

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Il rilancio è una mossa che serve numerosi propositi. Tra questi, ci permette anche di valutare con buona probabilità il tipo di mano dell'avversario.

Il poker è un gioco di informazioni parziali. È praticamente impossibile possedere tutte le informazioni necessarie a prendere le migliori decisioni, durante una mano. Ma c'è un'eccezione, sebbene rarissima.

Se conoscete le carte private del vostro avversario, siete a posto. È raro, ma può succedere. Ci sono giocatori live che a volte mostrano le carte private, sebbene ovviamente senza farlo apposta. Altrimenti siamo un po' tutti nella stessa barca. Perciò, come fare a ottenere ulteriori informazioni? Principalmente utilizzando il raise.

Rilanciando possiamo in primo luogo aumentare la dimensione del piatto, cioè "puntando per valore": se il nostro avversario chiama, probabilmente ha una mano molto forte. Grazie al raise possiamo anche far foldare gli avversari, diminuendo quindi la concorrenza. Più difficile da padroneggiare, ma altrettanto valido, è il raise in bluff o semi-bluff.

Tramite un rilancio è anche possibile migliorare la propria posizione, costringendo a foldare chi gioca dopo di noi. È utile anche quando vogliamo comprarci una carta gratis in una street successiva: dopo un nostro rilancio, l'avversario si farà più guardingo (a meno di non avere il nuts) permettendoci di investire meno.

Chiaramente un raise è utile anche quando vogliamo proteggere una mano vulnerabile: qui non si tratta di puntare per valore, ma di spaventare la concorrenza ed evitare di vedere carte che potrebbero farci perdere la mano. Lo stesso vale quando vogliamo rubare i bui: l'obiettivo di un raise è ottenere un fold, non ingrandire il piatto.

Grazie al rilancio possiamo inoltre creare o modellare la nostra immagine. Se iniziamo una sessione piazzando raise in maniera continuativa, ad esempio, verremo etichettati come giocatori loose-aggressive. Questo ci permetterà anche di capire come gli avversari si approcceranno al piatto quando giocheranno contro di noi.

Un rilancio è anche un buon modo per rispondere a chi sta cercando di bluffare... con un bluff a nostra volta. Occhio però, questa è una tecnica molto avanzata; meglio utilizzarla in semi-bluff, quando cioè abbiamo una mano che nel prosieguo del piatto potrebbe trovare gli out necessari a diventare la mano vincente.

Infine, il raise si fa apprezzare anche per l'obiettivo di isolare un maniac o come 'arma psicologica'. Il rilancio, infatti, è la mossa che più incute 'timore' nella testa dei vostri avversari. E un giocatore che ha paura aumenta esponenzialmente la possibilità di commettere errori, magari anche molto costosi.

Un esempio pratico di come rilanciare per ottenere informazioni

Un giocatore tight chiama il vostro rilancio al flop da early position. Sapete che deve avere una mano forte (un'ottima informazione!) per fare una cosa del genere: perciò, dovete giocare in maniera conservativa.

Normalmente, rilanciare per ottenere informazioni è un beneficio ulteriore - qualcuno direbbe secondario; di solito, si rilancia per altri motivi.

Per esempio, supponiamo di rilanciare per isolare il maniac seduto alla nostra destra. Al flop, il maniac piazza il suo solito rilancio da early position. Abbiamo una mano buona, con cui di solito faremmo call.

Invece stavolta controrilanciamo. Visto che ci sono stati due raise, i giocatori seduti alla nostra sinistra foldano (a meno che non abbiano una coppia d'assi!) lasciandoci in heads-up contro il maniac, che per definizione dovrebbe avere una mano abbastanza scarsa, almeno da un punto di vista probabilistico.

Anche se un altro avversario decidesse di chiamare il doppio rilancio, avreste comunque guadagnato la posizione migliore per il resto della mano, anche se occorrerà poi fare attenzione al giocatore in questione. Ma pure questa è un'ottima informazione.