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Consigli per vincere a poker: prendere appunti

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Si tratta di una pratica che, soprattutto live, in pochi ormai continuano a eseguire. Eppure, spesso fa la differenza tra una sessione vincente e una perdente.

Ormai non è più di moda. In molti quasi si vergognano a farlo. Eppure mettersi lì con carta e penna, al tavolo da poker, per prendere appunti, è una di quelle abitudini che in molti casi trasformano una sessione mediocre in una esaltante, una sessione perdente in una vincente.

Bastano un bloc notes e una biro, strumenti che stanno comodamente in tasca insomma. Strumenti che però sono in grado di offrire informazioni vitali, che altrimenti andrebbero perse o magari dimenticate.

Che tipo di giocatore è seduto al nostro tavolo? Ci sono giocatori tight, loose, passive, aggressive? Ci sono maniac o calling station? C'è qualcuno talmente tight da essere nitty o talmente loose da essere un pollo?

Ma questo non è tutto: è bene tenere traccia anche del numero di mani vinte, del numero di mani vinte e perse allo showdown, del numero di bluff andati a segno e andati male. Non guasta anche un riepilogo generale al termine della sessione: quanto abbiamo vinto o perso in tutto? Per quanto tempo abbiamo giocato?

I giocatori di poker online sono più abituati a questo genere di dati, anche perché esistono software di tracking che al giorno d'oggi forniscono una tale quantità di informazioni, che spesso sono addirittura troppe.

Ma tra chi gioca live, sia cash game che nella modalità a torneo, come detto ormai sono in pochi a prendere appunti.

Eppure pensate a tutta quella serie di informazioni vitali che, mentre magari si gioca e ci si lascia distrarre da tante cose (un giocatore particolarmente chiassoso, un dealer un po' troppo ciarliero, magari una bella cameriera che sia aggira tra i tavoli), finiscono in un angolino del nostro cervello e lì ci restano, per tornare alla superficie quando forse è già troppo tardi.

Quali cose annotare

Verba volant, scripta manent, dicevano i latini. Un detto che possiamo anche applicare al poker, senza ombra di dubbio. Avere davanti il prospetto che riassume le caratteristiche dei nostri avversari è molto più comodo e immediato che dover ripensare ogni volta a come ha giocato un player in una situazione precedente o simile.

Rivedere costantemente queste informazioni, magari durante una pausa o subito dopo aver foldato una mano, può fare davvero la differenza.

Anche e soprattutto quando ci si rende conto di essere capitati in un tavolo che male si adatta alle nostre caratteristiche tecniche: prediligiamo un tavolo tight e ci rendiamo conto di essere capitati in mezzo a una banda di maniac?

Prendiamo il nostro blocchetto di appunti e diamo un'occhiata a come stanno giocando i nostri avversari: ci sono continui rilanci e controrilanci? Bluffano come se non ci fosse un domani? Sono disposti a giocarsi piatti grossi anche con mani marginali? Se la cosa ci mette a disagio, possiamo tranquillamente alzarci e cambiare tavolo, se stiamo giocando al cash game.

Abbiamo individuato un giocatore che commette particolari errori che possiamo sfruttare, perché ci siamo segnati alcune mani dove tale errore è stato evidente? Bene, cerchiamo di entrare in gioco contro quell'avversario, tentando di ricreare le condizioni necessarie a fargli commettere quel medesimo errore.

Dettagli, sfumature, cose che non sempre il nostro cervello è in grado di immagazzinare e richiamare al momento necessario. E allora cosa c'è di meglio che farci aiutare da un buon vecchio foglio di carta e dalla buona vecchia penna?