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Ecco quando è meglio alzarsi e lasciare ill tavolo di Poker

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Anche se state vedendo le carte migliori del mondo e state vincendo molti piatti, a volte è saggio smettere di giocare fin tanto che state vincendo.

La scena che stiamo per raccontarvi è capitata innumerevoli volte ad innumerevoli giocatori. Siete seduti al tavolo del cash game, le cose vi stanno andando piuttosto bene. Cominciate a vincere, le carte arrivano che un piacere e si connettono a meraviglia col board. Sembrate inarrestabili. Poi, la svolta.

Ad un certo punto perdete un piatto. Poco male. Continuate a giocare. Ne perdete un altro. Poi un altro un po' più grosso. Quindi cominciate a vedere carte sempre peggiori: J-3, Q-5, K-2, 7-4 e così via. In men che non si dica, senza quasi che ve ne siate accorti, siete passati da una sessione magnificamente vincente a una dove non siete neppure riusciti ad arrivare in pari.

Cosa avreste potuto fare? Avreste potuto giocare diversamente qualche mano? Forse. Avreste potuto evitare di favi coinvolgere in qualche piatto? Probabilmente. Ma in ogni caso, con tutta probabilità, avreste comunque perso. Ma c'è qualcosa che avreste potuto fare, e che vi avrebbe permesso di vincere, senza se e senza ma.

Avreste potuto lasciare il tavolo quando eravate in attivo.

La varianza è un termine utilizzato in statistica. Misura lo spread della variazione di un gruppo di numeri in un campione; si tratta di una derivata matematica precisa e molto complicata. Fortunatamente, applicata al poker, la varianza è semplicemente la distribuzione dei vostri risultati in un certo numero di mani o di sessioni, oppure le inclinazioni positive o negative del flusso dei vostri soldi.

La varianza è inevitabile: potete essere i migliori giocatori del poker al mondo, ma non la eliminerete mai dall'equazione. Vero, i più bravi sono capaci di minimizzare le perdite e massimizzare le vincite. Ed è proprio qui che ci ricolleghiamo alla storia di cui sopra: capire quando è ora di andarsene dal tavolo è fondamentale.

Il vostro obiettivo deve essere quello di tornare a casa in attivo al termine di ogni sessione giocata. Ma, come detto, dovete fare i conti con la varianza e con la Dea Bendata; a volte andrà a vostro favore, altre volte no. A volte vincerete mani su mani, altrettante non ne imbroccherete una. Oppure vi capiterà come nel nostro esempio.

Quante volte vi capita di perdere al river? Succede a tutti i giocatori di poker. Ma a volte non è semplicemente questione di fortuna. Può essere che la composizione del vostro tavolo sia cambiata, che alcuni giocatori se ne siano andati e che altri si siano seduti. Quanto è bello giocare contro un player loose-passive! Ma se al suo posto si sedesse un giocatore tight-aggressive? Ecco che lo scenario è diverso.

Basta un solo giocatore con spiccate caratteristiche a scatenare un effetto-domino che può far variare il gioco anche degli altri vostri avversari al tavolo. Riconoscere quando succede tutto ciò è di vitale importanza: anche se vi sentite 'on fire', non appena vi accorgete che il mood del tavolo è cambiato, a vostro sfavore, salutate tutti e tornata a casa con il vostro gruzzolo.

Non è facile, certamente, smettere di giocare quando sembra che la Buona Sorte sia dalla nostra parte. Richiede enorme forza di volontà e autocontrollo. Non fatevi prendere dalla cupidigia, dalla volontà di vincere tutte le chip di tutti i vostri avversari: non sempre è possibile. E comunque è meglio una ricompensa sicura che una potenzialmente maggiore, ma con la probabilità di tornare a casa a mani vuote.