ItaliaPoker > News di Poker > Evander Holifield Testimonial di Poker: Ma Perchè?!

News di Poker

Evander Holifield Testimonial di Poker: Ma Perchè?!

condividi su

Famoso più per aver perso un pezzo di orecchio contro Mike Tyson, Holyfield ha deciso di passare al poker online. Tempo di riflettere.

Anni dopo il famoso morso di Mike Tyson che gli costò un buon pezzetto di orecchio ( e dopo aver visto una scena simila dal vivo, vi assicuro, non è niente di piacevole), il campione del pugilato Evander Holyfield ha deciso di puntare ad uno sport più tranquillo come quello del poker online.

Alle WSOP di Las Vegas per giocare il tradizionale torneo Ante Up For Africa insieme ad altre celebrità del mondo dello sport e dello spoettacolo, Holyfield ha annunciato la sua decisione di abbracciare il mondo del poker professionistico firmando un contratto con la sala da poker Americana di Real Deal Poker.

Da buona sala a stelle e strisce, Real Deal non permette alcun accesso ai players italiani e qusto significa - senza se, senza ma e senza proxyes - che nessuno di noi sarà autorizzato a prendere a colpi di scale uno dei nomi sacri della boxe mondiale ma, nonostante questo, la sponsorizzazione di Evander Holyfield offre interessanti spunti per incominciare una discussione molto più ampia.

Merito vs Fama

Francesco Totti, Giancarlo Fisichella, Christian Vieri, ex Grande Fratello ed attricette semi nude che spopolano in America sembrano essere diventati le nuove icone di un mondo che si sta allontanando sempre di più da quello che era e che dovrebbe continuare ad essere: poker.

Vedere fior di players italiani senza contratto - Marcucci, Pengue, Slama Saad e Candio vi bastano? - e sentire ogni giorno che le migliori poker room continuano ad ingaggiare chicchessia pur di riuscire a sbarcare sulla prima pagina di qualche giornale è dequalificante - per, davvero, non dire di peggio.

Andar per luoghi comuni, è vero, non è mai una bella cosa è rischia sempre di uccidere qualsiasi tipo di discussione - ma la mossa di ingaggiare Holyfield come giocatore di poker è un qualcosa che davvero non riesco a capire.

Sarà che sono cresciuto con nomi come Rosi e Tyson, ma non ho mai pensato alla classe pugilistica come un grande esempio di convivio di intellettuali in grado di fare tutto con il potere della loro mente. Perchè, alla fine, è quello che serve per riuscire ad avere un futuro nel gioco del poker.

Perchè, una volta che le carte sono sul tavolo, qualche nozione di strategia del poker unita ad una discreta capacità di ragionamento sono quello che conta davvero. Non i dritti, i ganci e gli uppercut.

Pubblicità sbagliata

Mi perdonerà chi non la pensa come me, ma a scoprire dell'ingresso di Holyfield nel poker mi sembra che si prenda a pugni il gioco, che lo si svuoti di significato fino a farlo diventare una triste copia di format squallidi come l'Isola dei Famosi e compagni. Che lo si voglia trasformare in un posto al sole da  offrire alla celebrità decaduta di turno il cui agente si dimostra scaltro abbastanza da puntare sul fascino delle carte.

Tutto mentre a Las Vegas si gioca il poker - quello vero - del Main Event delle WSOP. Un poker di campioni, di giocatori intelligenti e tecnici che, e fateci caso, spesso non riescono a strappare un contratto se non riuscendo a strappare il braccialetto finale.

Campioni che non possono essere considerati come un contorno del poker perchè, loro, sono il poker.