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Governo, Tasse e Poker: un Amore Impossibile

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Più controlli, più tasse più multe: tremano i giocatori, si preoccupano i siti di gioco d'azzardo online.

Tutti nel calderone da cui il Governo Monti vuol tirare fuori 500 milioni di euro. All'anno.

E visto che il gioco non conosce crisi, anzi i numeri non fanno anche altro che crescere, ecco che il "Governo tecnico" ha deciso di incrementare il carico sul gioco.

La prima mannaia calerà sul gioco illegale. Da questo punto di vista è anche una misura di tutela. Così che sarà beccato a giocare sui portali illegali rischierà multe salatissime.

E non c'è via di scampo, visto che l'ultima manovra ha in pratica messo gli account sotto controllo e li sottopone anche un controllo incrociato con la dichiarazione dei redditi. Nessuno la farà franca: chi vince e non dichiara, chi scommette nelle room illegali e anche e soprattutto chi vince.

E se qualcuno si fosse scandalizzato sulla tassa "per la fortuna", la norma che imponeva una tassa ulteriore per vincite superiori a 500 euro, quel che sembra arrivare sarà una tenaglia fiscale decisamente più forte.

Anzitutto è in arrivo un decreto fiscale mirato a inasprire le sanzioni per tutti coloro che utilizzeranno le sale da gioco non legali per lo Stato italiano. Sale che comprendono le scommesse online ma anche il poker online e i giochi da casino.

Basterà solo versare denaro in un sito illegale per incorrere in sanzioni superiori di 20 volte alla somma depositata: con 100 euro arriverà una multa di due mila. Penalizzate anche le agenzie non legali e per chi pubblicizza marchi non in regola con le norme italiane in materia di giochi.

Ma sebbene il condizionale sia d'obbligo, hanno poco da stare tranquilli anche giocatori e operatori legali della sfera Aams. La manovra andrà a far impennare tasse e aliquote che incideranno sia sulla raccolta, sia sulla vincita, sia su quanto bisognerà versare.

L'aliquota sulla somma da versare allo stato sul totale della raccolta sarà raddoppiata: si parla di un salto dal 17 per cento a una percentuale intorno al 30.

Con un effetto domino, questa quota, che in superficie sembra toccare solo il concessionario, di fatto ricadrebbe anche sui giocatori che si ritroveranno a pagare un entry fee maggiore.

E per quanto riguarda Vlt e Newslot la progressione arriverà a ritoccare l'aliquota fino al 15 per cento entro il 2015.

La missione è doppia: incentivare il gioco legale, facendo "puntare" è proprio il caso di dirlo, sui siti di gioco nazionali, ma andando a tassare gli attori di questo sistema per incrementare gli introiti nelle casse dello Stato.

Ma il piano è impopolare e i giocatori non ci stanno. Tutti i maggiori pokeristi quasi avvisano il Governo che la tassazione sta arrivando a una soglia limite, mentre sembra quasi che l'idea comune sia che si possa tassare il gioco senza limite.

A un certo punto i player si ribellano e il paradosso che c'è all'orizzonte e ottenere proprio ciò che si vuole evitare, cioè che i giocatori "migrino" sulle room.com.


Il coro dei giocatori intona quindi un avvertimento: "Si sta facendo un grosso errore in quanto il traffico intorno al poker online diminuirà. E così i soldi guadagnati dall'aumento delle tasse si compenseranno col traffico in calo".

In altre parole l'equazione "più tasse uguale più introiti" non è così semplici, mentre sembra più naturale il passaggio: più tasse, meno gioco, quindi meno raccolta".

L.C.