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I tell del poker online

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I tell del poker online Anche se sono molto più comuni nel poker live, si possono riscontrare alcuni tell anche giocando a poker online.

Ormai non se ne parla più molto, visto che l'argomento è stato sviscerato in moltissimi modi.

Eppure spesso riconoscere un tell fa la differenza tra una mano vinta e una mano persa, una sessione chiusa in positivo e una chiusa in negativo.

Questi 'indizi', che gli avversari possono rilasciare in maniera involontaria, sono molto più semplici da carpire giocando dal vivo. Eppure ce ne sono alcuni riscontrabili anche nel poker online.

L'utilizzo dei pulsanti automatici

È capitato a tutti di impostare un fold automatico, magari quando siamo in late position ma abbiamo una mano talmente spazzatura che sappiamo già non giocheremmo neppure sotto tortura. A volte non ha senso aspettare che tocchi a noi, insomma.

Ma se vedete qualcuno che usa i pulsanti automatici in maniera un po' troppo frequente, cosa individuabile facilmente perché quel giocatore compie la sua azione nel momento esatto in cui chi lo precede ha terminato il proprio turno, ecco che si possono riconoscere dei tell.

Ovviamente chi usa l'instant fold aveva una mano pessima, e questo non è certo un tell. Ma lo è il fatto che chi abusa di questa opzione è solitamente un giocatore che scarta tutte le mani a parte le migliori, cioè un giocatore che si basa solamente sulla forza delle proprie carte.

Se si tratta di un player seduto alla vostra sinistra, potrete facilmente rubargli i bui.

Il timing delle puntate

Questo è uno dei tell più noti nel panorama del poker online, eppure lo si riscontra ancora parecchio. In pratica si tratta di capire quanto ci mette un giocatore prima di agire, cosa che spesso può essere messa in correlazione con la forza della sua mano.

Uno dei tell più affidabili è il call istantaneo (prima del river e non in caso di all-in) quando sul board c'è un possibile progetto: questo significa di solito che quel giocatore ha proprio un progetto. Perché mai?

Perché sa già prima di agire che tenterà di chiuderlo, di centrare quella carta che gli manca. Allo stesso tempo, però, non pensa di avere una mano forte abbastanza per rilanciare. Perciò, il call è l'azione più semplice e logica - dal suo punto di vita - da fare, e quindi la prenderà in maniera molto rapida.

Il "capitano del tavolo"

Il "capitano del tavolo" è un giocatore che critica sempre il modo di giocare altrui. Pensa di essere un fenomeno e che, di conseguenza, non ha diritto a perdere. Mai. Se chiude una sessione in negativo, non è mai colpa sua: è colpa del fish che ha giocato male ed è stato fortunato.

Di solito questo giocatore in realtà è un player scarso, dato che deve infierire sugli altri per sentirsi bene. A meno che non sia Phil Hellmuth, ovviamente. Scherzi a parte: non abbiate timore di affrontarlo, perché con ogni probabilità, per quanto si dia delle arie, sarà meno bravo di voi.

Le puntate strane

Quasi tutti i giocatori di poker piazzano puntate piuttosto standard: rilanci da 2 a 3 (magari 4, al limite) volte il grande buio, numeri a cifra tonda, e così via. Poi ci sono giocatori che piazzano puntate stranissime, qualcosa tipo dieci volte l'ammontare del piatto o cose del genere.

Di norma questi giocatori vogliono far credere di avere una mano debole e di puntare tantissimo perché vogliono far foldare tutti: in realtà, invece, hanno una mano molto forte.

Viceversa, quei giocatori che amano puntare strane cifre, come ad esempio 1.539 chip su un piatto da 2.000, lo fanno perché pensano che la creazione visiva di una pila di chip (rappresentata dalle nove unità da 1 chip) possa indurre il proprio avversario a foldare.

Questo, a conti fatti, è sintomo di una mano debole, che ha paura di essere chiamata o rilanciata