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Il concetto di out nel mondo del poker

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Uno dei concetti fondamentali, per chi gioca a Texas Hold'em, è quello di out. La sua definizione più comune è quella di carta utile a migliorare la propria mano, ma non è la sola: oggi scopriremo, ad esempio, che ci sono anche out che è persino meglio non ricevere!

Partiamo proprio dalle basi. Ogni volta che abbiamo una mano a progetto, cioè che necessita di migliorare per diventare la mano vincente, tutte le carte nel mazzo che servono a tale proposito vengono definite "out". Maggiore è il numero di quelle carte, e quindi di out, meglio è. Con pochi out, infatti, le probabilità contrarie sono molto alte.

Quando gli out sono pochi, meglio foldare. Ad esempio, supponiamo di giocare da big blind e di avere T-9 offsuited. Il flop è 8-5-2: di out praticamente non ce ne sono. Ma se quello stesso flop fosse stato diverso, diciamo 8-7-2, allora avremmo avuto quello che si definisce un progetto di scala bilaterale (perché si chiude sia con un 6 che con un jack).

Per chiudere la scala, dunque, avremmo a disposizione otto carte - supponendo che anche una scala bassa, quella col 6, ci farebbe vincere la mano. Ma occhio: se sul board si forma una coppia, un avversario potrebbe avere un full house; o se dovessero scendere tre carte dello stesso seme, un avversario potrebbe chiudere un colore. Saranno turn e river a decretare il nostro destino.

Gli out si calcolano naturalmente dal flop in avanti; prima del flop è inutile, perché le informazioni non sono sufficienti. Quando riceviamo mani completate pre-flop tipo A-A, K-K e Q-Q, spesso può essere inutile persino calcolare gli out al flop, a meno che il board non sia particolarmente pericoloso. Stesso dicasi, ma in minor misura, per mani premium a progetto tipo A-K o A-Q.

Finora abbiamo parlato degli out: ma che dire di tutte le altre carte del mazzo? In generale si definiscono non-out, e sono la maggior parte delle carte - naturalmente. Di queste carte non dobbiamo preoccuparci, a parte di quelle che potrebbero aiutare il nostro avversario. Per stimare i non-out è sufficiente sottrarre i vostri out dal numero delle carte ignote rimaste, cioè quelle del mazzo, quelle del vostro avversario e quelle bruciate.

Ci sono però anche quelli che in gergo vengono chiamati 'bad out', cioè carte che apparentemente ci vengono in aiuto, ma che facendo migliorare la nostra mano, fanno migliorare - ancora di più - anche quella del nostro avversario, che così facendo chiude un punto superiore al nostro. I bad out possono essere carte molto costose.

Per esempio, supponiamo di avere T-9 di quadri su un flop Q-9-3 con due carte di quadri. Potremmo essere tentati di supporre che un'altra carta di quadri ci darebbe la mano vincente; ma se il nostro avversario avesse A-x o K-x di quadri, a sua volta? Chiudere un colore ci farebbe perdere un sacco di chip.

Completiamo il discorso analizzando ulteriormente il discorso degli out per le mani completate. Abbiamo accennato come spesso a questo genere di mani non servano gli out, ma ci sono casi in cui le carte possono guadagnare ulteriore valore, con altri out.

Per esempio, riceviamo Q-J offsuited. Da middle position, facciamo solo call e vediamo il flop, contro altri giocatori, senza che nessuno abbia rilanciato. Il flop è Q-J-2: abbiamo la top two pair. Si tratta di una mano forte, che potrebbe già essere sufficiente per vincere il piatto; ma ci troviamo contro diversi avversari: e se qualcuno avesse chiuso un set?

Ecco che la nostra mano, con un'altra donna o un altro jack, potrebbe migliorare ulteriormente, trasformandosi in un full house. Così facendo avremmo il nut virtuale: una mano imbattibile con la quale vincere ancora più chip.