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Il MIT Promouve il Poker a Materia di Studio

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Non è questione di fortuna: il poker si impara tra i banchi dell'università.

Cos'hanno in comune la scienza e la tecnologia con le carte?

Il Mit: ossia il Massachusetts Institute of Technology, la più prestigiosa università del mondo in quest'ambito,  ha inaugurato un corso per imparare a giocare a poker con tanto di aula, lezioni, esercitazioni, voti e classifiche.

Qual è il target dei giocatori che giornalmente si ritrovano sui tavoli verdi del poker online o sui tanti giochi dei casino online?

La risposta arriva da NetBet Poker che attraverso uno studio ha stabilito i parametri del giocatore online.

Secondo questo studio il poker online e più in generale il gambling in rete è diffuso soprattutto tra universitari e operai.

All'identikit del giocatore ideale risponde in pieno la categoria degli studenti universitari, che rappresentano il 19 per cento dei giocatori.

Grazie alla loro maggiore dimestichezza con internet, pc e siti di e-commerce, sono i più portati a passare i momenti liberi tra un esame e l'altro davanti al monitor con una bella partita di poker online. Ecco dunque spiegato il corso del Mit.

E se l'aula è con tutti i crismi, così come il corso, con tanto di valutazione, non poteva mancare un docente al livello dell' istituto universitario: è Will Ma il professore speciale che ha il compito di far centrare ai ragazzi l'obiettivo finale del corso.

Vale a dire creare un bot (virtuale) capace di tenere testa in maniera esemplare ad un normale giocatore.

Un teacher con un curriculum che non ha avuto bisogno di supplenze o di anni in graduatoria: ha vinto il Gran Prix di Parigi nel 2007.

Che oltre a essere un dottorando del Mit è anche un giocatore di poker che vanta un bankroll da 685mila dollari in attivo. Il suo corso, oltre alla teoria del poker (che include argomenti di studio come la varianza e l'analisi del flop) include tante ore di pratica, nelle quali lo scopo degli studenti è giocare su dei tavoli virtuali (con soldi finti) e ottenere i migliori risultati applicando quanto appreso a lezione.

I "capitoli" del corso spaziano su tutte le sfumature che si verificano attorno al tavolo verde.  Alcuni dei temi trattati dal corso comprendono il range preflop, l'analisi del flop, l'ICM e l'analisi delle mani giocate.

Gli alunni del corso dovranno inoltre progettare un bot - per solo scopo educativo, perché normalmente sarebbe illegale - che sappia competere con i giocatori di poker tradizionali. Se questo bot riuscirà a battere determinati giocatori in incontri creati apposta, gli studenti guadagneranno dei punti extra per il corso. Come dei "crediti" bonus, insomma.

Per i più bravi, oltre a un bel voto, c'è in palio l'abbonamento a delle lezioni di poker sul sito CardRunners e per il migliore un corso privato con il pro Mike "Timex" McDonald.

Il precedente ad Harvard

Texas hold'em e giurisprudenza sembrano due mondi lontani e contrapposti. Invece sono due realtà vicinissime secondo il professor Charles Nesson, professore di legge presso la prestigiosa università americana di Harvard, il quale insegna ai suoi studenti il gioco del texas hold'em perché utile nel capire la professione di avvocatura.

Nesson è convinto che bisogna liberare il poker "dal peso di un'etichetta antiquata in cui passa solo come disciplina d'azzardo". Il professore sostiene infatti che: "Nel poker risiede il pensiero strategico, che consiste nel prendere dei rischi sulla base di informazioni limitate, empatizzare con un avversario, e anche mostrare forza quando in realtà si è deboli.

Tutto questo pensiero strategico può essere utile sia nel poker che nella vita quotidiana, ma soprattutto nella professione di avvocatura".

Charles Nesson, oltre che con i suoi studenti, è anche impegnato con la US Poker Federation per dividere il gioco d'azzardo dal gioco del poker.

L'obbiettivo è anche quello di poter un giorno organizzare tornei di poker dove i soldi sono messi in palio dai sponsor e non dagli stessi giocatori.

Articolo di: L.C.