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Kozlov vince il SHRPO, Dwan-show al Poker After Dark, Trump apre un casinò a Macao?

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Martin Kozlov rimonta e vince il Seminole Hard Rock Poker Open, Tom Dwan dà spettacolo e domina al Poker After Dark, Donald Trump chiede una licenza a Macao.

SHRPO: capolavoro di Kozlov

Martin Kozlov porta a casa il Main Event del Seminole Hard Rock Poker Open, torneo di recente ma già robusta tradizione andato in scena nei giorni scorsi presso l’omonimo casinò di Hollywood. Giornata strepitosa per il giocatore di nazionalità australiana, che partiva con uno degli stack più bassi tra quelli in gioco, ma che alla fine ha portato a casa il titolo, il trofeo e gli oltre 750.000 dollari messi in palio per il primo premio.

Come detto, quella dedicata al Final Table è stata una giornata particolarmente propizia per Kozlov, il quale ha scalato piuttosto rapidamente il chipcount, fino a far culminare la sua rimonta con la vittoria in heads-up contro lo statunitense Dylan Drazen, al quale sono andati oltre 528.000 dollari. Terza posizione per un altro giocatore particolarmente atteso, Matt Berkey, eliminato proprio dal futuro vincitore del torneo sul gradino più basso del podio.

Questo il payout relativo ai protagonisti del tavolo finale del Seminole Hard Rock Poker Open:

  1. Martin Kozlov (Australia), $754.083
  2. Dylan Drazen (United States), $528.322
  3. Matt Berkey (United States), $341.618
  4. Yi Chi Li (China), $252.481
  5. Michael Aron (United States), $191.437
  6. Aaron Mermelstein (United States), $152.547
  7. Adam Levy (United States), $126.305
  8. Luke Brereton (England), $100.408
  9. Joe Kuether (United States), $75.413

Poker After Dark, Tom Dwan dà spettacolo

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Era certamente uno dei giocatori più attesi alla vigilia, e lui le attese non è abituato a tradirle. Tom Dwan è stato la principale attrazione delle prime puntate della nuova edizione del “Poker After Dark”, probabilmente il TV show dedicato al poker più amato e più seguito al mondo, e rilanciato proprio in questi giorni con la chiamata di alcuni tra i più forti giocatori del pianeta. E tra questi, ovviamente, non poteva mancare l’ormai ex astro nascente del poker mondiale.

Dwan ha preso parte alla prima sessione di cash game high stakes organizzata dai creatori del format. Nell’avvenieristica struttura dell’Aria Casino di Las Vegas, in un contesto scenico rinnovato rispetto alla prima edizione dello show, ‘durrr’ ha portato a casa oltre un milione di dollari – per l’esattezza 1.200.000 bigliettoni – al termine della sessione. E si è fatto notare anche per un colpo clamoroso che vi andiamo a raccontare.

La vittima di turno non è certo una qualunque, trattandosi nientemeno che di Antonio Esfandiari. Una volta tanto, uno dei giocatori meglio noti al grande pubblico per i suoi bluff, aveva una mano vera. La più vera di tutte. Coppia di assi per Dwan, il quale ha crashato senza pietà la coppia di re in mano a The Magician. Da notare che era presente nel colpo anche Daniel Negreanu, il quale aveva coppia di Q. E via con circa 700.000 dollari di piatto finiti nelle mani di Tom.

Un casinò a nome Trump a Macao?

Mentre fa decisamente discutere la sua politica assunta fin da quando è approdato alla Casa Bianca, in particolare con una condotta decisamente rivedibile in termini di politica internazionale e di razzismo, Donald Trump potrebbe continuare a portare avanti i suoi ricchi affari da imprenditore. E il caso vuole che buona parte del suo impero economico potrebbe approdare proprio in Asia, più precisamente in quel di Macao.

Il gruppo capeggiato dall’attuale presidente degli Stati Uniti starebbe infatti pensando di richiedere una licenza per avviare un nuovo casinò in una delle roccaforti del gaming in Asia. Tra il 2020 e il 2022, infatti, verranno rinnovate le licenze per coloro i quali ne faranno nuovamente richiesta, e Trump sarebbe pronto ad approfittare dell’eventualità che qualcuno decida di non effettuare il rinnovo.

Riuscirà Donald ad ampliare ulteriormente il proprio impero?

Phil Hellmuth: “Che noia certi pro”

Di Phil Hellmuth si può dire tutto, tranne che abbia peli sulla lingua. E così, The Poker Brat questa volta non le ha mandate a dire ad alcuni suoi colleghi – in particolare quelli che compongono la nuova leva del poker – che presenziano nei principali eventi high roller in circolazione in giro per il mondo. Una nuova presa di posizione da parte di uno dei grandi vecchi del circuito, nei confronti di chi è in grado di spendere decine di migliaia di dollari per un singolo torneo.

Ci sono pro che ti fissano tutto il tempo e rendono il gioco noioso – ha dichiarato Hellmuth a proposito di alcuni suoi colleghi - . A causa del loro comportamento verranno introdotti i tornei a inviti, perché nessuno dei businessman vuole avere a che fare con questi giocatori. E non perché siano forti, ma perché sono noiosi”.

Ma nel cuore e nella mente di Hellmuth, intervistato durante uno dei consueti appuntamenti video di Doug Polk, ci sono sempre le World Series of Poker: “Nel 1988 decisi che sarei diventato il miglior giocatore di poker di tutti i tempi. All’epoca chiesi a me stesso: “Come ci riuscirai?” L’unico modo per potersi definire il più forte, a quei tempi, era vincere più braccialetti di chiunque altro. Quando vinsi il Main Event del 1989 feci il mio ingresso ufficiale nel poker e diedi inizio alla caccia”.

 

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