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La consapevolezza di sé: il vantaggio invisibile del poker

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Prima ancora di cercare di capire chi sono e come giocano i nostri avversari, sarebbe meglio avere piena consapevolezza di chi siamo e come giochiamo noi stessi.

Provate a passare cinque minuti in compagnia di un gruppo di giocatori di poker e quasi sicuramente sentirete utilizzare la parola edge almeno un paio di volte. Si tratta senza dubbio di uno dei termini più comuni nel vocabolario pokeristico, dato che rappresenta un concetto molto ampio.

Con edge ci si riferisce a qualsiasi situazione nella quale un giocatore possiede un qualche tipo di vantaggio nei confronti di un altro. Può essere un vantaggio di abilità, un vantaggio matematico, un vantaggio psicologico, tutti concetti che si possono trasferire in molti campi al di fuori del poker.

Una delle cose di cui non si parla spesso, però, è quante supposizioni che facciamo quando parliamo di edge. Supponiamo a livello strategico il range di un giocatore in un determinato spot, oppure come reagirà ad una certa giocata o situazione. Facciamo supposizioni a livello matematico in molti modi, e lo stesso vale a livello psicologico.

Le supposizioni più grandi di solito sono quelle che facciamo nei confronti di noi stessi. Potremmo supporre di avere un vantaggio di abilità su un altro player, oppure di averlo sul field di un determinato torneo o di una partita cash. Possiamo supporre che certi aspetti della nostra personalità o del nostro stile di gioco ci diano un vantaggio psicologico in certe situazioni. Ma la chiave di tutto ciò è stabilire se le nostre supposizioni su noi stessi sono davvero corrette. E qui giace il vantaggio invisibile.

Il motivo per il quale la consapevolezza di sé è molto importante nel poker è che, semplicemente, le conseguenze di una sua mancanza sono davvero significative, proprio come lo sono al di fuori del poker.

Probabilmente l'esempio più ovvio della necessita di avere consapevolezza di se stessi al tavolo da poker è la gestione della nostra immagine. Passiamo molto tempo pensando a come gli altri giocatori percepiscono il nostro stile di gioco, in modo da adattarci. Per esempio, la mancata consapevolezza di sé nel capire che la nostra immagine è andata in frantumi dopo aver mostrato un bluff su tre strade potrebbe portarci ad alcuni errori molto costosi nei futuri bluff.

Il concetto ad ogni modo va molto più in profondità. La creazione di situazioni profittevoli al tavolo, in buona parte - specialmente nel gioco post-flop - deriva dalla consapevolezza dei propri punti di forza e delle proprie debolezze e del tipo di decisioni che probabilmente saremo in grado di prendere in futuro.

Se il gioco post-flop non è la vostra specialità, e magari non siete in grado di foldare mani marginali, per esempio, allora allargare il range di difesa da big blind contro un avversario aggressivo potrebbe costarvi molti più soldi rispetto a chi invece ha molta esperienza nel gioco post-flop da fuori posizione.

Per questo motivo, può essere molto pericoloso imitare lo stile di un altro player o seguire consigli non diretti propriamente a voi, dato che vi manca la capacità di capire le vostre stesse tendenze e abilità, cosa che potrebbe tramutare un buon consiglio in un altro vostro punto debole.