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La fortuna nel poker: minimizzarne l'effetto con la legge delle probabilità

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Fortuna e probabilità, nel poker, vanno a braccetto, ma è la seconda ad influenzare la prima, soprattutto nel lungo periodo.

Cosa pensereste se vi dicessimo che la fortuna è legata strettamente alla matematica? Probabilmente ci dareste dei pazzi. Eppure, soprattutto nel poker, si può minimizzare l'effetto della sorte proprio grazie alla legge delle probabilità.

Ovviamente tutti i giocatori di poker credono - e ne vanno a caccia - alla buona sorte. Quando centriamo il colore nut al river, battendo l'avversario che aveva floppato un set, siamo stati sicuramente fortunati. Oppure, rilanciamo al flop con la top pair per costringere a foldare un avversario tight con coppia di due in mano; al turn ecco scendere il terzo due che ci avrebbe fatto perdere: siamo stati fortunati a far foldare quel giocatore.

Abbiamo fatto un paio di esempi in cui sembra tutta questione di fortuna: in realtà c'è una forte base matematica. La parola chiave è probabilità: la fortuna è una forma di probabilità, ovverosia la probabilità o la possibilità che un determinato evento succeda.

Per esempio, lanciando un dado da 6, qual è la probabilità che esca l'1? Facile, 1 su 6. E le probabilità sono 5 a 1 contrarie. Proviamo con un mazzo di carte: pescate una carta a caso. Qual è la probabilità che sia l'asso di picche? 1 su 52 carte, ovvero 51 a 1 di odds contrarie. Tornando a quel colore di picche nut al river, le probabilità contrarie sono circa 4 a 1. Ma siamo stati fortunati ed è capitata proprio una carta di picche che ci ha fatto vincere un buon piatto.

Le pot odds erano più alte delle card odds, quindi è naturale aver chiamato per vedere il river, e la fortuna è stata dalla nostra parte. Sia la fortuna che la probabilità sono legate strettamente al concetto di chance.  Possiamo vedere la probabilità come le nostre chance sul lungo periodo. Le odds ci informano semplicemente di quanto spesso possiamo aspettarci che capiti un evento. D'altro canto, la fortuna è invece la manifestazione a breve termine del concetto di chance.

Un altro concetto fondamentale è quello di controllo: come nel caso dell'asso di picche, non abbiamo alcun controllo sulla probabilità che scenda un'altra carta di quel seme al river (a prescindere da quanto la possiamo desiderare). Ma c'era una probabilità determinata, una chance appunto.

L'abilità influenza la fortuna. Altrimenti, come diceva Matt Damon in Rounders - estremizzando ma esemplificando bene il concetto - "non si spiega come mai ogni anno le stesse persone si giocano il mondiale di poker". Il poker implica numerose opportunità di sviluppare skill molto utili. Probabilmente l'errore più comune dei giocatori scarsi è nella hand selection: giocare troppe mani mediocri costa tante chip. Evitandole, la fortuna (intesa come malasorte) non potrà farvi più così male.

I giocatori meno bravi, perdono nel lungo periodo. La probabilità ci assicura che la fortuna non sia un fattore a lungo andare. Senza le skill necessarie, è impossibile aspettarsi di vincere; viceversa, con il giusto set di abilità, anche la fortuna sembrerà essere maggiormente dalla nostra parte. Errore, non è che sembrerà: lo sarà proprio.