Le Migliori Strategie di Poker dalla Matematica alla Psicologia

La Posizione nel Texas Holdem

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Capire l'importanza della posizione è uno degli aspetti più importanti e sottovolatutati del poker Texas Hold'Em

La posizione è uno degli aspetti fondamentali di Hold'em. Essere in posizione significa essere ultimo o tra gli ultimi a parlare, essere fuori posizione il contrario. In molte circostanze la posizione influenza il nostro gioco quanto le carte che abbiamo in mano, e alcune volte anche di più. Partiamo subito con un esempio.

Siete ultimi di mano contro i giocatori (A) e (B)

 

 

 

(A)   (B)   (la vostra mano)


La vostra mano è mediocre, ma non vi è costato troppo entrare in gioco. Ecco il Flop:

 


I vostri avversari passano parola: ecco un esempio dove la vostra posizione vi può tornare utile. Avete una mano che non è eccezionale e che vorrebbe vedere le ultime due carte al minimo costo possibile. Per questo motivo potreste anche voi passare parola e vedere il Turn gratis.
Anche una scommessa sarebbe una scelta ragionevole: nessuno dei vostri due avversari ha dimostrato grande interesse e potreste vincere il piatto immediatamente se nessuno verrà a vedervi. Se così non fosse almeno 9 carte di fiori vi aiuterebbero sul Turn e, se anche qui l'avversario passa parola, potreste vedere il River senza spendere una fiche in più.
Che alternativa scegliere? Lo deciderete in base ai vostri avversari: passare parola sembra l'azione migliore contro degli avversari laschi, scommettere è l'azione adeguata contro degli antagonisti regolari.

Analizziamo la stessa mano, ma con la posizione di (A) invertita con la vostra:

 

 

 

(la vostra mano)   (B)   (A)


ora non avete molte soluzioni. Vi conviene non puntare nulla e sperare che i vostri avversari seguano il vostro esempio. Scommettere sarebbe azzardato: quell'Asso sul Flop sembra minaccioso e non sapete le intenzioni dei vostri 2 avversari. Se venite visti e passate parola sul turn probabilmente il vostro avversario, fiutando debolezza, punterà al posto vostro, facendovi spendere parecchio per una mano che ora come ora non è che un tentativo di colore.

Insomma, essere in posizione aumenta la flessibilità delle vostre azioni. Ecco perché in collocazioni diverse giocherete mani diverse. Quando siete primi a parlare dovete giocare dei valori solidi, che hanno bisogno di poco o nessun aiuto dalla tavola per essere considerati dei punti di riguardo, come

 

 

 


mentre in ultima posizione potete allargare i vostri orizzonti. Attenzione, questo non significa giocare qualsiasi coppia di carte che vi capiti al tavolo! Dovete giocare quelle mani che beneficiano dall'essere in posizione, ovvero quelle mani che hanno un potenziale per trasformarsi in un punto interessante, ad esempio:

 

 

 


La vostra posizione vi permetterà di osservare i comportamenti degli avversari: sarà più semplice far salire il piatto se il Flop vi ha dato una mano; in caso contrario avrete la possibilità di bluffare o vedere la prossima carta senza dover puntare.

Essere in posizione non aiuta solamente a vincere piatti importanti, ma anche ad evitare di invischiarsi in giochi pericolosi.
Per esempio, in fase di apertura il primo avversario a parlare punta, seguito dal suo vicino, che rialza la puntata. Il resto del tavolo butta via le carte e, al vostro turno, vedete

 


Questa è una buona mano, che generalmente saremmo ben lieti di giocare, anche aggressivamente. Ma facciamo attenzione: il primo avversario a parlare ha scommesso essendo fuori posizione, seguito da un rilancio, anche esso fuori posizione.
Se i giocatori in questione (o almeno uno di questi) non sono dei completi dilettanti c'è il rischio di essere intrappolati tra due mani molto forti, come

 

e


è vero, potrebbe anche non essere così, ma l'ipotesi più probabile è quella di ritrovarsi in mezzo ad una "guerra di rilanci" senza capire bene quale sia l'effettivo valore delle nostre carte. Fate un bel respiro, fidatevi della vostra analisi e buttate l'Asso-Dieci.

Doyle Brunson ha affermato di poter vincere in una partita di Hold'em senza mai guardare la propria mano, a patto di non svelare ciò agli avversari e di essere sempre in ultima posizione. Le parole del due volte campione del mondo ci ricordano come il poker sia un gioco di persone prima ancora che un gioco di carte.