ItaliaPoker > News di Poker > La Rivoluzione del Poker Online Passa per la Spagna

La Rivoluzione del Poker Online Passa per la Spagna

condividi su
La Spagna rompe gli schemi e le regole scritte e non scritte: la rivoluzione del poker online passa dal dominio ".es.

La chiave è la liquidità internazionale. Entro il mese di aprile a Madrid verranno riconosciute le prime licenze per l'online iberico: l'80 per cento delle richieste sono già state approvate in via ufficiale. Gli operatori spagnoli hanno iniziato una campagna di informazione molto aggressiva.

Per la Cofar, (confederazione delle imprese di settore) i titolari delle concessioni potranno offrire gioco a tutti i residenti dell'Unione Europea.

Il gioco online spagnolo potrebbe sconvolgere tutto il processo di regolamentazione in corso di svolgimento in Europa. Forse di tutto il mondo, visto a quel punto non ci sarebbero più confini per i giocatori che potranno iscriversi sui siti 'dot es' e giocare a poker con tutti e contro tutti.

Poker Red, il portale che più rappresenta la comunità pokeristica spagnola nel mondo, ha pubblicato un articolo nella quale si legge che le licenze per operare nel mercato del gioco online spagnolo verranno rilasciate nelle prime due settimane di aprile.

L'entrata in vigore del nuovo regolamento era prevista per il primo gennaio 2012, ma la data fu posticipata per dare spazio ad una moratoria che permette ad operatori privi di licenza di continuare a servire il mercato spagnolo nel lasso di tempo necessario per adempiere alle richieste del regolatore iberico.

Ma il salto triplo che vuole fare la Spagna lascia parecchi dubbi. Con Italia e Francia, gli iberici formano il trio europeo che guida tutti i paesi in termini di gioco.

E che la liquidità internazionale sia una frontiera tanto auspicata da tutti, permane, allo stato attuale un clima generale di incertezza, una sorta di non belligeranza teorica in cui normative nazionali e comunitarie provano a non pestarsi i piedi.

Ora la Spagna sembra destinata a spezzare questo equilibrio che in fondo in fondo non sta bene a nessuno. L'Italia e gli italiani potranno giocare? In linea di principio per il nostro Paese e per la vicina Francia, il 'dot es' dovrebbe diventare un vero e proprio 'dot com'.

Ma è anche vero che non ci si può registrare in Francia dall'Italia e viceversa. Mas la rivoluzione spagnola del gioco online renderebbe di fatto inutili le room .fr e .it.

Le premesse sono queste ma di fatto senza l'operatività, che dovrebbe arrivare nel giro di due settimane, non è ancora dato sapere il parere dell'Ue.

E all'orizzonte potrebbe esserci un effetto domino difficile da controllare: impensabile che gli altri paesi che hanno una liquidità nazionale restino indietro in un mercato, quello spagnolo, che non avrebbe concorrenza.
Quello che si intuisce è la situazione è a un bivio. O la rivoluzione iberica verrà stoppata e tutto rimarrà invariato, oppure verrà rovesciato ogni schema e l'apertura sarà totale. Delle due è l'una.

Per il momento si rimane nel campo delle ipotesi. A pensarci bene, la normativa francese e italiana in parte si avvicinano alla nuova era. Basti pensare che la Francia, seppur con forme diverse permette l'accettazione del gioco delle sue piattaforme a tutti i cittadini europei.

Non a caso, alcuni grandi eventi online sono stati vinti da giocatori stranieri (inglesi soprattutto).

L'Italia invece ha aggiornato la propria normativa con l'articolo 24 della Legge Comunitaria del 2009, permettendo a tutti i concessionari di operare anche con sede e server fuori dai confini nazionali, seppur all'interno dell'UE. E sono diverse le imprese che hanno sfruttato questa opportunità.

Con gli equilibri attuali sembra ancora impensabile immaginare la Spagna come fulcro del gioco online: difficile vedere gli operatori autorizzati da Madrid fare concorrenza ai siti .com, senza dimenticare il regime fiscale spagnolo che sarà un freno a mano dell'offerta per i giocatori rispetto ad altri paesi come Malta, Gibilterra, Isola di Man, Alderney che offrono importanti agevolazioni fiscali alle imprese dell'e-gaming.

Essendo inoltre un mercato nuovo ed in fase sperimentale, quello spagnolo non offrirà nell'immediato standard di sicurezza ed efficienza sufficienti per attrarre liquidità internazionale.


L.C.