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L'approccio all'heads-up nel Texas Hold'em

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Capita spesso di ritrovarsi in uno contro uno, eppure le dinamiche di gioco del testa a testa spesso non vengono approfondite come invece meriterebbero.

La sfida tra due soli giocatori, nel Texas Hold'em, è una costante. Non parliamo soltanto dei tornei di heads-up veri e propri, o di quando rimangono solo due giocatori al termine di un torneo: di battaglie in uno contro uno ne capitano a tonnellate; è sufficiente che foldino tutti i giocatori, a parte due.

Eppure, l'argomento viene spesso ignorato dai media che si occupano di poker. Oggi perciò vogliamo parlare un po' di come approcciarsi all'heads-up, in una breve guida in cinque punti.

1 - Attenzione al tipo di avversario

La cosa più importante da considerare quando si gioca in heads-up è ovviamente il tipo di giocatore che andiamo ad affrontare. Si tratta di un giocatore tight o loose? È particolarmente passivo o aggressivo? Nell'ultimo caso, è talmente aggressivo da essere un maniac? Oppure è un calling station che una volta investito qualcosa nella mano non la molla più? È capace di bluffare? Qual è il suo livello di abilità?

2 - Leggere la mano altrui

Per capire che tipo di mano potrebbe avere il nostro avversario, occorre ricostruire la situazione sin dall'inizio. Se ha rilanciato da early position in un tavolo full-ring, è difficile che abbia una mano speculativa. Viceversa, se ha aperto dal bottone dopo che tutti hanno fatto fold, potrebbe avere praticamente qualsiasi cosa. Chiaramente anche in questo caso, più un giocatore è aggressivo e più il suo range di mani è ampio, a prescindere dalla posizione dalla quale è entrato in gioco. Quando non riuscite proprio a capire che tipo di mani potrebbe avere l'avversario, affidatevi alla sola forza delle vostre carte.

3 - Leggere i tell

I tell possono essere quel qualcosa in più che fa la differenza. Soprattutto quelli che Mike Caro definisce come "tell universali". Questi tell sono molto diffusi tra i giocatori di poker: ad esempio, un tipico tell universale è cercare di agire con determinazione per dare impressione di forza, quando in realtà la propria mano è debole. Fate caso anche al modo in cui l'avversario ha reagito in precedenza alle azioni degli avversari.

In generale, quando avete una mano forte e siete quasi sicuri di vincere il piatto, meglio evitare comportamenti (tell) che inducano l'avversario ad abbandonare il piatto. L'obiettivo è costruire il pot più grosso possibile: se è un player aggressivo, lasciategli condurre il gioco e limitatevi a chiamare le sue puntate o i suoi rilanci.

Chiudiamo con un consiglio che con i tell in realtà c'entra poco: fate attenzione anche allo stack dell'avversario. Se ha tante chip, è probabile che sia più propenso a tentare di scoprire un vostro eventuale bluff; se ne a poche, viceversa, spingere con una mano marginale potrebbe spaventarlo e fargli foldare carte migliori delle vostre.

4 - La vostra immagine

Così come voi dovete studiare il gioco dell'avversario, così anche lui - se è un bravo giocatore - avrà studiato il vostro. Occorre esser consapevoli dell'immagine che avete dato al tavolo: avete giocato poche mani ultimamente? Siete entrati in quasi tutti i piatti? Nel primo caso potreste bluffare con più efficacia, nel secondo meglio evitare di lanciarsi in voli pindarici...

5 - La conduzione del piatto

In heads-up, di norma, è meglio puntare per valore ogni volta che ritenete di avere la mano migliore, o quantomeno se la probabilità che il vostro avversario abbia carte che superino le vostre sia davvero bassa. D'altro canto, specialmente quando giocate contro un player molto bravo, fate attenzione a non cadere nella trappola del check-raise.