ItaliaPoker > News di Poker > Limite Contante nei Casinò: Novità in Vista

News di Poker

Limite Contante nei Casinò: Novità in Vista

condividi su
Retromarcia? Il limite del contante potrebbe ritornare a 2500 euro anziché mille

Tirano un sospiro di sollievo i casino, ma il Gap con le altre nazioni rimane.

Salvare l'Italia ma condannare i casino. Era questa l'equazione che si otteneva già dallo scorso dicembre e che trovava conferma poi dalla Manovra Monti il 1 febbraio, giorno in cui il limite per la spesa di contante è stato abbassato ancora, da 2500 a 1000 euro.

Tutto è partito il 6 dicembre 2011, giorno in cui è il governo Monti ha emanato il decreto legge 201/2011, altrimenti detto "manovra salva-Italia".

Oggi è vietato pagare o trasferire denaro in contante quando la cifra è pari o superiore a 1000 euro. Oltre i 999,99 euro pagamenti e trasferimenti di denaro devono avvenire con uno strumento tracciabile: bonifici bancari, carte di credito, bancomat, assegni bancari e circolari non trasferibili.

E le multe sono salatissime: chi trasferisce contante o libretti e titoli al portatore per una cifra pari o superiore a mille euro e chi emette assegni senza indicare il nome del beneficiario e/o la clausola di non trasferibilità verrà multato dall'uno al 40 per cento dell'importo oggetto di trasferimento con un minimo di 3 mila euro per tutte le operazioni e un minimo di 15 mila euro per operazioni oltre i 50 mila euro.

E la multa è salata anche per chi non denuncia: parte da un minimo di 3 mila euro la sanzione per chi è venuto a conoscenza di infrazioni all'utilizzo di contante superiore alla soglia.

Meno gioco e meno posti di lavoro. A rischiare in questo momento non è solo il gambling terrestre ma anche l'indotto, a cominciare da chi nei casino ci lavora. Per questa nella battaglia oltre alla direzione delle case da gioco ci sono anche i sindacati, con Snalc e Savt preoccupate per le migliaia di dipendenti che potrebbero perdere il posto.

Si tratterebbe, secondo le organizzazioni sindacali, di vera e propria discriminazione guardando nei tavoli verdi degli altri Paesi. All'articolo 12 e all'articolo 21, il decreto prevede disposizioni che interessano direttamente i casino. Nel primo caso, abbassando da 2500 a 1000 euro la soglia massima per l'uso del contanti, nel secondo sopprimendo l'Enpals, ente previdenziale di riferimento dei dipendenti delle Case da gioco e che confluirà nell'Inps.

Di sicuro una deroga c'è già, e vale per i turisti: per gli acquisti di beni effettuati da chi non risiede in Italia (intendendo le persone fisiche) e da chi ha cittadinanza il divieto del contante viene riportato al di sopra dei mille euro.

Ma allora perché sperano i casino? Perché c'è una frase che può includere o meno le sale gioco. E se non lo facesse comunque creerebbe una disparità. Perché si parla di "deroghe per imprese e contribuenti", e i titolari dei casino terrestri ci starebbero dentro questa possibilità che riporterebbe gli affari a un livello migliore, visto che le prime stime parlano di picchi verso il basso a causa del nuovo limite.

I casino sperano e sono pronti a impugnare la deroga anche perché il controsenso è palese: come si può combattere la crisi che investe anche le case del gioco, introducendo una norma che non ha precedenti, non è concorrenziale con l'Europa e soprattutto limita a tutti gli effetti la base dell'introito, cioè il gioco stesso e la vincita.

E se l'eccezione in questo caso non confermerà la regola non potrà essere mascherata dietro l'ombra del riciclaggio e della malavita in generale: non può avere impatto su queste piaghe una limitazione di questa portata ai casino terrestri.

l.c.