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Mercato Comune del Gioco: Chi Lavora nell'Ombra

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Doppio passo: ancora si attende un libro verde del gioco d'azzardo e nel frattempo prende piede l'idea di un mercato comune.

Carte scoperte: il poker formato da Aams (che presto farà la fusion con l'Agenzia delle Dogane) per L'Italia, l'Arjel per la Francia, il Dgoj per la Spagna spagnolo e la Santa Casa da Misericordia de Lisboa per il Portogallo, stanno per sentirsi al primo grande tavolo verde europeo. C'è chi gioca da solo e chi in coppia: Aams e Arjel si sono già fatti l'occhiolino da tempo.

Ormai è da mesi che si ventilando questa soluzione e dopo il vertice di Barcellona a giugno, sembra che la strada sia sempre più praticabile. Si tratta, forse, per la prima volta, almeno di un dichiarato intento da parte delle maggiori nazioni d'Europa e quindi del gioco di cercare un tavolo comune. Le nazioni ormai si sono rese conto che devono trovare le misure per tutelare i giocatori, che non sono altro che gli stessi destinatari e artefici del giro d'affari.

Ma a questa mano pare sia davvero giunto il momento di creare un mercato del gaming online unitario per Italia, Spagna e Francia.
E se in Portogallo si dovessero fare anche dei passi avanti in materia di Skill games online, allora anche la Santa Casa de Misericordia entrerebbe in gioco.

L'obiettivo. Tutela dei giocatori, pugno di ferro contro le frodi, caccia ai criminali online, e avviare programmi di tutela e protezione verso i consumatori dipendenti dal gioco.

La grande novità. Non solo regole comuni ma anche un "banco" comunitario.
Si sta studiando come e se attuare la condivisione di un medesimo fondo condiviso di liquidità per i giocatori residenti.

Tradotto: un mercato per il poker online comune ed anche per il Betting Exchange (con scommettitori europei che possono scambiarsi puntate sugli eventi sportivi ed ippici). Si vuole chiaramente raggiungere una normativa con basi politiche che possa essere il fulcro delle regole europee, con scambio di informazioni tra gli Stati membri e strutture cooperanti. Il punto cruciale da definire sarà lo stanziamento di un fondo a tutela dei giocatori frodati.

Non è ammesso in maniera esplicita, ma è chiaro che il maggiore beneficiario di un mercato comune dei giochi sarebbe il settore del poker online. Spagna, Francia e Italia rappresentano i tre maggiori mercati in questo senso, mercati che soffrono di un bacino di utenza troppo ristretto.

Ecco dunque che appare più chiaro il cambio di marcia del Portogallo per unirsi al tavolo e anche le altre nazioni hanno aperto occhi e orecchie. La Danimarca  potrebbe essere la quinta potenza del gioco a unirsi alla partita globale, ma si potrebbe presentare già forte di un accordo d'intesa già siglato con Malta, Gibilterra, Isola di Man e Alderney.

Ma se tutti stanno scoprendo le proprie mosse, c'è ancora chi gioca a carte coperte: la Gran Bretagna. I responsabili regali del gioco non hanno ancora fattto sapere le loro intenzioni ma pare che si stiano già verificando incontri e appuntamenti. Uno sarebbe già avvenuto con Aams.

Tutta la verità si saprà a Parigi a fine anno: Italia, Francia, Spagna e Portogallo si sono dati appuntamento per continuare a discutere del progetto di creazione di un mercato comune. In questo periodo decisionale sono i giocatori che aspettano in trepidante attesa l'ennesima rivoluzione e decollo del gioco.