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Piroddi sfiora il Sunday Special, Cassazione contro il poker live, le bische di Bari

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Federico Piroddi 3° nel Sunday Special, colpo di scena giuridico sui circoli di poker italiani, il poker underground a Bari, Tony Carleo il ‘Biker Bandit’.

Sunday Special: Domenico Landi e Federico Piroddi sul podio

C’è mancato poco che il Sunday Special, il domenicale più importante e ricco non solo di PokerStars.it, ma di tutto il poker online italiano, finisse nelle mani di uno dei big delle due carte virtuali.

Domenico ‘domenlan’ Lando e Federico ‘IFOLDACES4U’ Piroddi hanno sfiorato la vittoria, chiudendo rispettivamente al 2° e al 3° posto. Dopo un deal a 3, infatti, il titolo è andato a ‘mim73’, che si è portato a casa 19.184 euro.

Per Landi un premio di 18.481, mentre Piroddi si è dovuto accontentare di 15.459 euro. Da segnalare anche la buona prestazione di Stefano Terziani, che ha chiuso al 24° posto.

Ecco il payout del tavolo finale del Sunday Special di domenica 20 novembre 2016:

1)      mim73 €19.184*

2)      domenlan €18.481*

3)      IFOLDACES4U €15.459*

4)      ScorpionDany €8.936

5)      sorimax €6.755

6)      EL_PRINCEE €4.913

7)      Villasso €3.070

8)      spaccajo74 €2.303

9)      abutrika €1.842

* denota un deal a 3

 

La Cassazione dà torto a un circolo di poker live

Prima sentenza della Cassazione contro un circolo di poker live italiano, precisamente di Asti. Tuttavia, va detto che l’oggetto del contendere non era l’organizzazione di tornei di Texas Hold’em – sulla quale si sono pronunciate positivamente già tre sentenze, sempre della Cassazione.

Il circolo di Asti in questione, semplicemente non aveva esposto la cosiddetta tabella dei giochi proibiti, obbligatoria per tutte le sale da gioco.

Un vizio di forma, se vogliamo, che però la Cassazione ha deciso di non sottovalutare.

Il rischio che i circoli stiano dando troppo nell’occhio, tuttavia, esiste eccome. La tendenza è quella di offrire tornei dai montepremi garantiti molto importanti (nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro) e questo potrebbe far scattare l’allarme-gioco d’azzardo.

Non a caso, nei prossimi giorni è previsto un incontro tra i responsabili dei quattro casinò italiani, per parlare tra le altre cose dei circoli di poker live italiani.

 

Elvezio Besostri: “A Bari tanto poker underground”

In un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, l’ex giornalista Rai Elvezio Besostri (oggi felicemente pensionato) ha parlato della sua passione per il gioco d’azzardo e in particolare per il poker, al quale si dedica tutt’oggi addirittura cinque giorni alla settimana – anche se semplicemente con gli amici di sempre.

Besostri tuttavia ha ricordato gli anni in cui lavorava per la Rai, svelando una certa attività non di poco conto in quel di Bari, dove ci sarebbero state parecchie bische. Besostri ha raccontato di come abbia incontrato tutta la ‘Bari bene’ in quelle partite di poker underground. Tanti avvocati, politici, notai e “naturalmente anche strozzini”.

L’ex giornalista della Rai ha anche parlato dei vani tentativi dei vari Governi degli ultimi anni di porre un freno al problema della ludopatia. Secondo Besostri, a nulla servono i divieti imposti dalle ultime legislazioni (distanza di 500 metri dai luoghi sensibili o di almeno 100 metri dai bancomat).

Besostri ritiene che se si vuole mettere un freno al gioco d’azzardo occorre semplicemente chiudere le sale slot e impedire agli esercenti di installare le cosiddette ‘macchinette’ nei loro locali.

 

Tony Carleo, il ‘Biker Bandit’

Sei anni fa, Tony Carleo ha rapinato il Bellagio di Las Vegas, incassando 1,5 milioni di dollari. Dopo quasi due mesi, l’italo americano fu arrestato e ora sta scontando una pena di 9 anni in un carcere del Nevada.

A distanza di anni, Carleo ha raccontato per filo e per segno come sia riuscito nella sua impresa, che gli valse il soprannome di ‘Biker Bandit’ (il ‘Bandito Centauro’) – per aver tagliato la corda in sella alla sua moto, con il volto nascosto da un casco.

In pratica, Carleo dopo aver rapinato il Bellagio per circa 1,5 milioni di dollari di chip, ha avuto la brillante idea di ‘spendere’ quei soldi (che non avrebbe potuto cambiare diversamente) proprio all’interno del Bellagio, alloggiandovi per 7 settimane e giocando a poker, blackjack e quant’altro, potendo così cambiare tranquillamente le chip a fine sessione.

A tradirlo è stata la sua volontà di disfarsi delle chip di taglio più grosso (cambiandole, avrebbe attirato l’attenzione): la voce ha cominciato a circolare e Carleo è caduto nella trappola di un agente infiltrato che lo ha approcciato proprio per lo scambio tra chip e soldi veri.