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Poker e mente: usare ottimismo e pessimismo a proprio vantaggio

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Chi l'ha detto che pensare esclusivamente in positivo sia l'unico modo possibile di diventare giocatori vincenti? Be', non lo è affatto.

Bisogna pensare positivo, essere negativi non porta da nessuna parte, bisogna crederci e le cose belle accadono, e così via. Frasi come queste si sentono spesso, anche e soprattutto nel poker. Chi le dice, sostiene essenzialmente una cosa: l'ottimismo va bene, il pessimismo va male. Ma questo non è affatto vero.

Tutti i giocatori di poker vogliono credere di essere come Rocky e che ottimismo, allenamento e sfida contro l'impossibile siano il massimo. In realtà, i migliori giocatori di poker sono come Rambo, il tipico pessimista: sempre preoccupato che il peggio accada, ma per questo preparato ad ogni evenienza.

I pessimisti hanno una forza che viene spesso ignorata o snobbata, perché nessuno vuole essere tacciato di pessimismo. Eppure i pessimisti sono duri come la roccia, perché tengono conto di tutti i fattori. I pessimisti si aspettano l'inaspettato. Avete mai visto un giocatore rilanciare con 7-2 off perché si sente che le carte verranno? Questo è ottimismo cieco. Il pessimismo è quella voce nella testa che ti dice che 7-2 off è una pessima mano che va foldata.

Il pessimismo può essere un vantaggio così come l'ottimismo. Preferireste un ingegnere della sicurezza ottimista o pessimista quando si tratta di assemblare la vostra macchina? La risposta in questo caso appare scontata: quando si tratta di ingegneria, la strategia, i rischi calcolati e le statistiche, il pessimismo è una necessità.

Questo non significa che l'ottimismo nel poker sia il male assoluto, ma semplicemente che la sua forma più pura ha dei limiti, è  in grado di annebbiare il giudizio riguardo alle proprie performance e restringere il senso di responsabilità nei confronti del fallimento. Certo, l'ottimismo serve anche a mantenere la motivazione quando succedono cose brutte, come una bad run che non sembra finire mai.

Laurence J. Peter, illustre psicologo canadese morto nel 1990, diceva: "Il pessimista è un uomo che guarda da entrambe le parti prima di attraversare una strada a senso unico". In altre parole, se il rischio è superiore alla ricompensa, meglio fare la scelta più prudente. Per esempio, mai giocarsi tutto il bankroll in una sola sessione. Potreste vincere, certo, ma il rischio di perdere tutto supera la possibilità di una ricompensa anche grossa.

D'altro canto, una volta che avete deciso di prendere un rischio calcolato, meglio approcciarlo come un ottimista. Per esempio, se vi siete iscritti al Main Event delle World Series of Poker, meglio credere con tutto il cuore di avere una buona possibilità di riuscire ad andare oltre lo scoppio della bolla.

In breve, giocate come un ottimista ma studiate come un pessimista. Dateci dentro con le statistiche, sapendo che esistono modi in cui i vostri avversari possono sfruttare le vostre tendenze, quindi scoprite i vostri punti deboli e cercate di sistemarli.

Quando giocate, siate consapevoli di aver colmato le vostre lacune e di essere i più bravi del tavolo. In questo modo avrete preso il meglio da entrambi i mondi. Analizzate tutte le vostre decisioni sbagliate dopo aver finito di giocare, in modo da concedere a voi stessi lo spazio mentale ottimistico per sopportare le avversità e le bad beat che inevitabilmente vi capiteranno al tavolo da gioco.