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Poker in Italia: Quando i Tornei Battono il Cash

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Tra le sale, continua il dominio di PokerStars: la Picca si prende da sola metà del poker italiano

Il mondo del poker online tricolore sembra avere ormai raggiunto una certa stabilità  -purtroppo anche a danno dei cash game, visto che dopo un inizio estremamente promettente, l'ultima delle modalità di gioco autorizzata da AAMS sembra mostrare tutti i segni di uno stallo dal quale potrebbe essere difficile uscire.

Nel corso del mese di gennaio, infatti, sono stati confermati sia per i tornei che per il cash gli stessi trend che erano stati messi in rilievo nel corso dei mesi precedenti, con il poker "sportivo" che continua a puntellare le sue posizioni ed il cash game ancora alle prese con le difficoltà palesate in precedenza.

Tra le room, come è lecito aspettarsi, è PokerStars a fare la parte del leone, arrivando a collezionare quasi la metà degli introiti totali e sbaragliando una concorrenza che si trova costretta ad arrancare alle sue spalle.

Per quanto concerne il dato complessivo, la raccolta del poker online ha ormai superato la soglia dei cento milioni di Euro, con PokerStars stabilmente al comando grazie ad un dato che arriva a quasi quarantasette milioni di Euro.

Sui gradini più bassi del podio, la lotta è invece molto serrata, con Bwin/GiocoDigitale che si attesta su quota 10,8 milioni di euro e Lottomatica a 10,7.

Arretra a sua volta in maniera molto marcata Microgame, che dai circa diciassette milioni che erano stati collezionati a dicembre, è passato praticamente alla metà di gennaio, 8,5 milioni, con conseguente quarto posto la quale rappresenta una grossa delusione, considerata la perfomance precedente.

Alle spalle dei primi, arranca in maniera abbastanza pesante anche la Snai, i cui tornei hanno prodotto poco più di quattro milioni di Euro - comunque una spanna sopta Sisal, che ha totalizzato poco meno di tre milioni di introiti.

Eurobet, dal canto suo, arriva volta a 1,7 milioni di euro, seguita da Cogetech con poco più di un milione e via verso Betclic, Intralot e Mercur Win, che sono su cifre molto minori.

Altri 12,7 milioni di euro, sono poi collezionati da altri attori del comparto, tuttu praticamente costretti a dividersi gli avanzi di un pasto che si va facendo sempre più sostanzioso per le room più conosciute e popolari.

Naturalmente, l'andamento del settore ha sollevato più di un quesito, legato alle contrastanti fortune di cash game e poker a torneo, le cui sorti sembrano peraltro strettamente collegate.

Secondo alcuni, infatti, sarebbe arrivato il momento di interrogarsi molto seriamente sulle cause (e le soluzioni) della flessione messa in evidenza negli ultimi mesi dal cash game, soprattutto in considerazione del fatto che il suo trend di crescita sembrava ad un certo punto non trovare ostacoli e poter mettere in un cantuccio la versione classica del poker da torneo.

Il significativo ribaltamento dei ruoli proposto dagli ultimi mesi, sembra dovuto non tanto alla constatazione che questa versione non rappresenti più una novità, come affermato da alcuni, quanto alla difficoltà che essa riserva ai livelli più alti, ove il rischio si fa probabilmente troppo elevato sconsigliando i giocatori meno rifiniti.

In pratica, molti giocatori che avevano deciso di aderire alla nuova proposta per rendersi conto di come funzionasse, una volta capito di non essere probabilmente all'altezza della sfida proposta, sono tornati alla specialità da torneo, dove le eventuali perdite possono essere gestite con maggior criterio, senza andare incontro a brutte sorprese.