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Poker Limit o No Limit? Tutta questione di stress

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Ai giocatori amatoriali consigliamo di provare con il poker Limit: più facile da padroneggiare, più divertente (per certi versi) e meno stressante.

La maggior parte degli appassionati di poker gioca giusto per divertirsi. Il numero di professionisti, rispetto alla base dei semplici giocatori amatoriali, è veramente esiguo.

Chi gioca a poker e non lo fa per guadagnarsi da vivere, preferisce naturalmente evitare situazioni stressanti o particolarmente difficili. Ma è dura evitarle, giocando al poker No Limit, dove l'all-in è sempre in agguato.

Esistono due varietà di base del gioco del Texas Hold'em: il Limit e appunto il No Limit. La differenza è che nel secondo caso non ci sono restrizioni sulle possibilità di puntata: ci si può giocare anche tutto lo stack in un singolo giro di puntata.

Il No Limit, oggi, è la variante più diffusa e più praticata, sia nei casinò che soprattutto nei circuiti dei tornei di poker live.

Eppure, per certi versi, il Limit è un gioco molto più adatto ai giocatori amatoriali. Per quale motivo? Perché semplicemente i livelli di stress sono molto più bassi e il divertimento molto più assicurato.

Per carità, tutti i tipi di poker richiedono un certo grado di sfida, anche a livello mentale. Ma il punto è che i giocatori amatoriali - o ricreativi - ricercano il piacere di giocare a poker non solo nelle carte e nel denaro, ma soprattutto nel clima rilassato e informale che si viene a creare al tavolo. Per scambiare le classiche quattro chiacchiere, insomma.

Dopo aver imparato le fondamenta del gioco, ogni giocatore cerca di migliorare le proprie abilità, anche il giocatore amatoriale: più siamo bravi, d'altra parte, più vinciamo.

E più vinciamo, più ci divertiamo - naturalmente. Il punto del discorso è proprio questo: il Limit Hold'em è molto più godibile, meno stressante, ed è più facile vincere.

Le skill necessarie ad essere giocatori di successo nel No Limit sono molto maggiori rispetto al Limit,

ergo prendere le decisioni giuste diventa molto più difficili: questo porta inevitabilmente a un aumento di stress e a una diminuzione del relax. Di conseguenza, ci si diverte meno.

A tal proposito, qualche anno fa il noto psicologo del poker, Alan Schoonmaker, aveva sottolineato alcune differenze chiave tra il No Limit e il Limit. A cominciare dalle competenze matematiche: dato che il tempo di una mano è relativamente poco (un paio di minuti in media), un buon giocatore deve essere in grado di ragionare velocemente, stimando le odds e altri concetti matematici rilevanti.

Ovviamente nel No Limit esistono più variabili, che rendono il tutto più difficile:

"Una buona memoria è importante tanto nel No Limit quanto nel Limit. Ricordarsi quale giocatore è tight o loose, passivo o aggressivo e via dicendo; ma nel No Limit ci vuole una memoria ancora più preparata, perché i pattern di gioco sono più complessi".

Più lavoro, quindi più sforzo, ergo più difficoltà. Il tutto maggiormente esacerbato, nel No Limit, dal fatto che la percentuale di showdown è molto più bassa rispetto al Limit: a livello di pura frustrazione, questo conta molto. Se per vedere cos'ha il mio avversario devo giocarmi tutto lo stack, probabilmente eviterò; ma se sono curioso e tutto ciò che devo fare è pagare una piccola puntata (come nel Limit), probabilmente lo farò e anche se perderò non me la prenderò più di tanto.

Anche dal punto di vista del bankroll, giocare al No Limit richiede disponibilità economiche maggiori, a parità di livello di stake. I giocatori di No Limit Hold'em devono essere per forza più 'skillati'; giocare contro avversari più forti, di conseguenza, è più stressante e meno divertente.