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Poker, per vincere bisogna bluffare?

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Per vincere giocando a poker non ci si può limitare ad arrivare allo showdown con la mano migliore: occorre imparare a bluffare.

Il bluff è una strategia di poker fondamentale per vincere piatti anche quando non si ha la mano migliore. Spesso, gli avversari non sono disposti a correre grossi rischi quando piazzate una puntata grossa e loro non hanno una mano formidabile; poco importa che magari ne abbiano una migliore della vostra, se comunque saranno spinti a foldare. Affinché il bluff sia una strategia vincente, gli esperti ritengono che un bluff debba andare a segno almeno una volta su tre.

Come funziona li bluff

Bluffare non è una semplice questione di fortuna, ma di pianificazione e osservazione. Sin dall'inizio della vostra sessione di gioco, fate lo sforzo di valutare attentamente quali potrebbero essere gli obiettivi dei vostri bluff, senza mai dimenticare che anche il giocatore più tight a volte farà lo sforzo di venirvi a vedere, soprattutto se il suo stack è bello fornito.

Allo stesso modo, tentare di bluffare contro un giocatore che è quasi obbligato all'all-in non è una mossa saggia. Questo può non esser vero nei tornei di poker, dove un giocatore particolarmente tight potrebbe anche decidere di foldare nonostante sia pot-committed, per evitare di perder e uscire dalla manifestazione.

Anche bluffare contro un calling-station non è indicato; quando uno di questi giocatori entra in un piatto, è davvero difficile che lasci andare la sua mano. Per battere un calling-station ci vuole semplicemente una mano completata; non deve per forza essere il nuts, ma neppure aria fritta insomma.

Condizioni di bluff

Un avversario ha appena subito due o tre bad beat: è per caso in tilt? Se sì, sarà più incline a chiamare i vostri bluff, per tentare di recuperare. Ma se avete di fronte un giocatore tight, il suo tilt potrebbe indurlo a chiudersi ancora di più e a risparmiare le sue chip per occasioni migliori, foldando al vostro bluff.

Di solito non è una buona idea bluffare contro tre o più avversari, anche se possono capitare condizioni particolari. Per esempio, se il vostro tavolo è insolitamente tight, allora è più probabile che gli avversari foldino. Se l'avversario alla vostra sinistra è timido e propenso a gettare le carte, gli altri potrebbero seguirne l'esempio - la sindrome nota come 'follow the leader' in psicologia.

Se tutti foldano meno un giocatore, che ha chiamato al flop e al turn, bisogna supporre che abbia una buona mano o un buon progetto. Dovete valutarlo e chiedervi se sia un giocatore tight, se sia un player propenso a inseguire progetti con pochi out, o se è un giocatore capace di fare slow-play con una mano molto forte.

Se l'avversario non rilancia al turn, probabilmente ha una mano a progetto o una mano debole. Quindi è più probabile che possa foldare di fronte a un vostro bluff, se il river non lo aiuta. Se è un giocatore timido, aspettatevi il fold a meno che non sia convinto di avere la mano migliore: in quel caso, credetegli.

Frequenza di bluff

Non bluffate troppo spesso. I vostri avversari si faranno sempre più sospettosi e vi chiameranno. Una o due volte ogni ora di gioco è una media ragionevole. Come detto, è sufficiente che un bluff su tre vada a segno, per fare in modo che questa tattica sia profittevole.