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Poker, pianificare un bluff tenendo conto degli out

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Fortuna e sfortuna sono concetti assoluti anche nel poker, ma che in certi casi si possono plasmare, utilizzando le tecniche di bluff e semi-bluff.

 

Il problema principale del poker, che poi è anche l'elemento di maggior fascino, è che nessuno può controllare la fortuna. I giocatori più abili, tuttavia, conoscono dei modi per plasmarla a proprio favore - nel limite del possibile. Per esempio, si può  influenzare per certi versi la fortuna foldando nei confronti di una mano migliore. Ma come si incastra la fortuna quando si tenta un bluff?

Il bluff, per assioma, non è altro che una puntata con una mano debole, nella speranza di far foldare un avversario che ha una mano migliore. È una forma di dissimulazione tipica del poker. Una sua declinazione particolarmente eccitante e profittevole è il semi-bluff: di solito avviene puntando al turn, con una mano che ha qualche probabilità di diventare la migliore grazie al river.

Vediamo in semi-bluff

Il semi-bluff offre due modi per vincere: se l'avversario folda o se chiama ma la sua mano soccombe al river. Il semi-bluff al turn, inoltre, aiuta a completare un potenziale bluff al river, rendendolo più credibile. D'altro canto, se avrete già puntato al turn, l'avversario sarà più propenso ad attribuirvi una buona mano in caso di seconda puntata consecutiva al river.

Puntare in bluff al turn per incoraggiare l'avversario a foldare, concedendovi il piatto, è una mossa efficace ma delicata, che andrebbe effettuata solo quando potete contare su almeno sei out (meglio se otto): in questo caso, se l'avversario fa call, avrete ancora qualche possibilità di migliorare la mano e vincere centrando il progetto al river.

Sei (o otto) out sono rappresentano in ogni caso non molte probabilità di vittoria. Ecco perché quando la sorte non ci aiuta dobbiamo 'aiutarla ad aiutarci' puntando nuovamente al river, stavolta in bluff totale. Qui entrano in gioco le skill, cioè le abilità di un giocatore.

Il bluff contro un solo avversario

Ovviamente, bluffare contro un singolo avversario è molto più facile che farlo contro due o più. Ai livelli di gioco più bassi, inoltre, di solito i giocatori sono meno inclini al fold. Tuttavia, ci sono delle indicazioni generali che si applicano a prescindere dal livello di stakes al quale si gioca e che si riferiscono al tipo di avversario.

È perfettamente inutile, infatti, tentare di bluffare contro un calling station: una volta che ha investito del denaro in una mano, arriverà comunque fino in fondo, a costo di mostrarvi la sua misera bottom pair. L'obiettivo ideale di un bluff, per contro, sono giocatori tight o piuttosto timidi.

Ma cosa c'entra, a conti fatti, il discorso del bluff con quello della fortuna? Mettiamola così: ricevere una mano scadente equivale ad avere sfortuna, tentare di vincere comunque il piatto tramite il bluff è un modo per piegare la sorte a proprio vantaggio. A volte andrà male (perché il nostro avversario ci chiama o perché il nostro semi-bluff non centra nessuno dei nostri out) e allora sarà ancora questione di sfortuna.

Altre volte invece andrà bene per merito nostro (perché abbiamo fatto foldare l'avversario) o per un colpo di fortuna (perché abbiamo centrato uno dei nostri out al river). Il succo sta proprio qui: da una sfortuna, bluffando, ci siamo creati una fortuna. E non è poco, in un gioco di abilità come il poker.