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Guida per i principianti

Poker: È Tutta Questione di Soldi

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Gira e rigira, il punto è sempre quello: arrivare a sera con un portafoglio più gonfio rispetto alla mattina.

"Se non individui il pollo entro la prima mezzora, vuol dire che il pollo sei tu".

Appassionati di cash game o torneisti incalliti, tutti i giocatori di poker conoscono questo famosissimo detto, che altro non è se non il perfetto riassunto di questa disciplina: fare soldi.

Perché nel poker, come in altri aspetti della vita (non in tutti, per carità e per fortuna!), il coltello dalla parte del manico, purtroppo, lo ha non chi è più bravo, ma chi ha il portafoglio più pesante.

Lo sanno bene i vari Stu Ungar, o Archie Kalas. Giocatori di poker fantastici, con pochi pari nella storia, ma incapaci di una gestione del bankroll adeguata.

Tradotto: gli piaceva sperperare le vincite nei modi più svariati, principalmente scommettendo su qualsiasi cosa fosse quotata. Quando si parla di soldi, infatti, si finisce inevitabilmente a parlare di gestione del bankroll.

Che poi è ciò che fa la differenza tra un campione ricco e un campione... e basta.

Qualche esempio? A parte i già citati Ungar e Kalas, possiamo parlare di T.J. Cloutier. Sono solo pettegolezzi, ma sembra che il buon T.J. abbia un debole per il gioco dei dadi, che abbia lasciato sul tavolo verde svariati milioni.

Per non parlare di una serie svariata di giocatori di poker talmente bravi da vincere un braccialetto alle WSOP, ma altrettanto incapaci di gestire il proprio bankroll, finendo per perdere tutto.

Solo il dio del poker sa quante brillanti carriere sono finite nella toilette, per colpa della gestione del bankroll.

Ma non è tutto. Il vero potere, nel poker, ce l'ha chi vince. Cioè chi ha i soldi. Cioè chi li sa gestire. Cioè, spesso, chi sa gestire anche la varianza.

Già, perché non esiste giocatore di poker che ne sia immune. Solo che qualcuno riesce a farci i conti senza impazzire, mentre altri finiscono per cedere psicologicamente, perdendo fiducia in sé stessi e non riuscendo a superare i periodi sfortunati.

E per ciascun giocatore di poker capace di riprendersi da una losing streak, ce ne sono almeno cento che non saranno più in grado di tornare a giocare con profitto.

Veniamo al punto, molto semplice.

Se siete giocatori di poker, e avete in mente di farne una professione, sappiate che la vostra mente matematica, la vostra abilità nel leggere gli avversari e la vostra poker face non basteranno.

Senza una forte capacità di gestione del bankroll, e un auto-controllo tale da non farsi abbattere dalla varianza, non si va da nessuna parte.

Buona fortuna!