Le Migliori Strategie di Poker dalla Matematica alla Psicologia

Pokermania Terza Puntata -3

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Analisi completa della terza puntata del famoso show televisivo di Italia1 "Poker Mania" interamente dedicato al poker. (Terza Parte)

Posizioni al tavolo e Chip count:
1 Gus Hansen 508
2 Phil Laak 140
3 Mark Richards 226
4 Antonio Esfandiari 462
Paul Darden 164
6 David "Devilfish" Ulliott 6th place
Commento. La mano vista ora sancisce il sorpasso di Gus su Antonio. Da notare a parer mio la partita di Mark: è l'esordiente, non sta avendo gioco eppure riesce a mantenersi nella stessa situazione di chips senza perdere colpi, cosa non male in un tavolo con questi giocatori.


Dodicesima Mano. Button: Paul; BB: 8; A: 1

Preflop
Paul J 4 raises 24; Gus 9 8 calls
Commento. Ancora una volta la sintesi video non ci dà le percentuali, ma poco importa: comunque Gus fa uno strano call da una posizione peggiore e con una mano poco difendibile, dopo il rilancio standard di Paul per non regalare il flop a chi ha già messo i bui sul tavolo: se Gus voleva fare bluff, un call non serve a niente, se invece non credeva nelle sue carte, tanto valeva andarsene. Paul ha il vantaggio del J ma con un kicker basso, e Gus può sperare in una coppia o in improbabili scale o colori. Probabilmente il call di Gus è dovuta alla fama di strategia da regular che Paul si è costruito in questo tavolo finale.
Flop A A Q
Gus checks; Paul raises 25; Gus folds; Paul wins 86
Commento. In queste situazioni il primo a parlare vince, e così va a finire: Paul grazie alla sua fama da regular porta a casa questo piatto.


Tredicesima Mano. Button: Gus; BB: 8; A: 1

Preflop
Paul A J raises 24; Mark A J calls
Paul 50%; Mark 50%
Commento. Poco da dire su questo flop: le carte identiche fanno in modo che probabilmente la differenza la farà la gestione delle carte, a meno di improbabili colori di cuori o di picche.
Flop A 8 5
Paul 50%; Mark 50%
Mark checks; Paul bets 25; Mark calls
Commento. Visto che gli strani colori prima citati sono ora impossibili, qui la differenza la fanno i giocatori. Strano call da parte di Mark: se credi nelle tue carte, rilancia, se non ci credi, passa. In questa maniera fai l'errore di prima di Antonio. Infine, per questo tavolo, i giocatori sono estremamente prudenti con una coppia d'assi in mano, ma i tre quadri usciti al flop spaventano entrambi.
Turn 7
Paul 50%; Mark 50%
Mark checks; Paul checks
Commento. Continua la strategia prudente di Mark, incomprensibile invece il check di Paul: è chiaro che Mark teme il colore, e quindi un rilancio sostanzioso di Paul lo avrebbe spaventato. L'unica spiegazione sta nelle pot odds: il piatto è povero, quindi probabilmente nelle considerazioni di Paul l'idea di un rilancio sostanzioso per un piatto povero e con possibilità di colore appare come un'idea azzardata.
River 9
Mark bets 25; Paul calls; Mark & Paul tie 78,5, pair of aces
Commento. Qui Mark prova un rilancio per non buttare proprio al vento la sua coppia d'assi, ma è troppo piccolo per spaventare Paul: per sua fortuna questi non contro rilancia ma si limita a vedere, e quindi un pareggio è la giusta conclusione di una mano in cui nessuno dei due ha imposto il suo gioco. Comunque, le colpe peggiori le ha Paul: doveva almeno sfruttare meglio la posizione.


Posizioni al tavolo e Chip count:
1 Gus Hansen 482
2 Phil Laak 126
3 Mark Richards 229
4 Antonio Esfandiari 460
Paul Darden 203
6 David "Devilfish" Ulliott 6th place
Commento. Pochi cambiamenti rispetto al chip count precedente, da evidenziare la situazione difficile di Phil.


Quattordicesima Mano. Button: Phil; BB: 12; A: 2

Preflop
Paul A 8 raises 36; Phil A J raises all in 124; Paul folds; Phil wins 188
Commento. Paul prova un rilancio standard, ma si ritrova un Phil che da short stack ha una minima possibilità di gioco e la sfrutta, riuscendo a rubare almeno i bui e il rilancio di Paul. Notare che la giocata di Phil trova giustificazione solamente poiché egli è lo short stack.


Posizioni al tavolo e Chip count:
1 Gus Hansen 464
2 Phil Laak 212
3 Mark Richards 245
4 Antonio Esfandiari 436
Paul Darden 143
6 David "Devilfish" Ulliott 6th place
Commento. Phil recupera su un anonimo Paul. Sottolineo ancora come l'esordiente Mark sia perfettamente in gioco.


Quindicesima Mano. Button: Paul; BB: 12; A: 2

Preflop
Antonio 7 7 raises 29; Gus 10 8 re-raises 100; Antonio re-raises all in 434; Gus calls
Antonio 52%; Gus 48%
Commento. Incredibile situazione: i due chip leader abbandonano completamente ogni prudenza e si scontrano per la vittoria della mano probabilmente decisiva: il vincitore avrà così tanto vantaggio sugli altri giocatori che sarà il favorito d'obbligo.
Passando al commento delle giocate, il raise di Antonio è troppo timido, specialmente considerando che la sua coppia non è fortissima, e quindi andare al flop può essere pericoloso, ma Gus... che dire, contro rilancia con una mano insipida, e di fronte ad un all in risponde istintivamente standoci subito. Cosa può giustificare questa mossa? Tutto sta nel piccolo rilancio iniziale di Antonio: Gus ha letto la sua mano forte ma non troppo, e quindi prima gli sbatte in faccia un rilancio pari ad un quarto del suo patrimonio, e poi non crede assolutamente all'all in e va a vedere.
Che direbbe il manuale in questo caso? Che Gus avrebbe dovuto lasciare subito, senza neanche fare il primo contro rilancio: prendersi questi rischi è inutile quando sei chip leader, specialmente contro un giocatore che ha circa le tue stesse chips e che quindi in teoria non dovrebbe fare giocate avventate, ed infatti la giocata di Antonio non è avventata, è semplicemente condotta male. Ma qui non abbiamo a che fare con giocatori che seguono il manuale, Gus lo sa e quindi si basa sulla sua solida conoscenza del gioco di Antonio, e quindi con il suo formidabile intuito legge la mano debole dell'avversario. Torno a dire, non imitate Gus, rischiate solo di prendere delle batoste.
Infine, come si può vedere dalle percentuali, la situazione di coin flip, ossia praticamente i due giocatori hanno le stesse probabilità di vittoria, questo perché Gus ha due carte superiori suited (ossia dello stesso colore) che possono anche formare incastri per eventuali scale. Comunque, se la situazione resta invariata, Antonio vince, quindi Gus ha bisogno di fare una coppia per far fruttare la sua splendida lettura.
Flop 5 6 8
Antonio 37%; Gus 63%
Commento. Ecco la coppia di cui Gus aveva bisogno: in questa maniera passa in vantaggio, ma Antonio ha una possibile scala bilatera e quindi i suoi out sono un 4, un 9 e un 7, e contribuiscono a dargli delle possibilità di vittoria non così scarse.
Turn A
Antonio 23%; Gus 77%
River 3
Gus wins 890, pair of 8; Antonio quits, 5th place.
Commento. Gli outs di Antonio non arrivano, e quindi Gus con una delle sue solite rimonte porta a casa un piatto che lo sancisce come strafavorito per la vittoria del torneo. Antonio ha pagato assai cara la sua incertezza nel primo rilancio al preflop. Mi ripeto, non tentate di imitare Gus.


Posizioni al tavolo e Chip count:
1 Gus Hansen 918
2 Phil Laak 198
3 Mark Richards 243
4 Paul Darden 141
Antonio Esfandiari 5th place
6 David "Devilfish" Ulliott 6th place
Commento. Ecco visualizzato in maniera esplicita l'enorme vantaggio di Gus sui suoi avversari: sarà capace di aspettare il suo avversario per l'heads up o la sua proverbiale voglia di giocare ogni mano gli riserverà delle brutte sorprese?


Sedicesima Mano. Button: Gus; BB: 12; A: 2

Preflop
Phil A 9 raises 40; Mark K 9 calls
Phil 75%; Mark 25%
Commento. Mark continua con i suoi call strani: d'accordo che dopo parlerà in posizione, ma in questa maniera non sa se Phil ha rilanciato perché ha un ottima mano o perché vuole rubare i bui. In più, le sue mani tremano, e ciò dà molto coraggio a Phil.
Flop 3 K 7
Phil 17%; Mark 83%
Phil bets 40; Mark calls
Commento. Strano slow play di Mark, non per lo slow play in sé, ma perché in questa maniera continua a non avere alcun indizio sulla mano di Phil: se avesse fatto un rilancio al preflop, questo call sarebbe una mossa intelligente, qui invece vedere serve solo a non sapere cosa ha Phil, e a dargli un'altra carta a poco prezzo con una mano assai vantaggiosa.
Turn 8
Phil checks; Mark checks
Commento. Qui Mark fa un errore grave: non sa che mano ha l'avversario, in tavolo vi sono 2 fiori che danno una possibilità di 4/5 di colore e lui cosa fa? Si limita a fare check! In questa maniera regala un'altra carta ad un Phil le cui possibilità, grazie alle speranze di colore, sono migliorate, anche se la sintesi video non ci dà le percentuali. Grave errore di Mark che per paura non fa fruttare la sua top pair e rischia grosso.
River 8
Phil bets all in 116; Mark calls; Phil wins 400, flusk A high

Commento. Ecco il risultato del disastro combinato da Mark: Phil ha proprio infilato il colore, e ora punta sapendo di essere certo vincitore. Se Mark aveva tanto timore, non capisco come mai sia andato a vedere, sperava forse che il suo slow play avesse fatto abboccare Phil, ma in realtà fare uno slow play senza avere una minima idea su cosa ha l'avversario può rivelarsi rischioso, come in questo caso.