Le Migliori Strategie di Poker dalla Matematica alla Psicologia

Pokermania Terza Puntata -5

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Analisi completa della terza puntata del famoso show televisivo di Italia1 "Poker Mania" interamente dedicato al poker. (Quinta ed ultima Parte)

Posizioni al tavolo e Chip count:
1 Gus Hansen 1248
2 Mark Richards 86
3 Paul Darden 166
4 Phil Laak 4th place
Antonio Esfandiari 5th place
6 David "Devilfish" Ulliott 6th place
Commento. Paul ha di nuovo superato Mark, e ora è lui il giocatore più attivo nonché il favorito per il secondo posto. Gus ovviamente è appena scalfito dalle due mani ora analizzate, ed in questo sta anche la fortuna per cui è famoso: perde ma senza ricevere danni irreparabili.


Ventiquattresima Mano. Button: Paul; BB: 12; A: 2

Preflop
Gus K 10 raises 84; Mark 5 5 calls all in 84
Gus 48%; Mark 52%
Commento. Gus continua giustamente col suo gioco dei rilanci, e Mark si prende ancora i suoi rischi, giustificabili solamente dal fatto che egli è short stack, e quindi (sarò ripetitivo, ma così le cose entrano bene nella testa di chi legge) non appena ha un minimo di gioco deve giocare. Situazione di coin flip ancora una volta: riceverà Gus un altro schiaffo?
Flop 10 8 7
Gus 88%: Mark 12%
Commento. Riecco la fortuna di Gus regalargli il più classico dei running up (rimonta): la coppia infilata gli dà praticamente la vittoria in tasca.
Turn 6
Gus 82%; Mark 18%
Commento. Le percentuali di Mark salgono perché questo turn dà qualche out a Mark: tre 4 per la vittoria con la scala 4-8, tre 9 per un pareggio con la scala 6-10 e due 5 per un tris di 5.
River Q
Gus wins 174, pair of 10; Mark quits, 3rd place
Commento. Gus non subisce il terzo schiaffo consecutivo e vince questa mano. Bisogna fare i complimenti a Mark: è arrivato terzo in un tavolo non facile per un esordiente, alternando errori di inesperienza (qualche call di troppo nel corso del torneo, specialmente quello alla sedicesima mano) a giocate interessanti (vedi il fold alla settima mano, il rilancio forte alla seconda mano e la guista condotta nel tavolo a tre, data probabilmente dalla tranquillità di sapere di aver fatto forse più di quanto potesse aspettarsi).


Posizioni al tavolo e Chip count:
1 Gus Hansen 1336
2 Paul Darden 164
3 Mark Richards 3rd place
4 Phil Laak 4th place
Antonio Esfandiari 5th place
6 David "Devilfish" Ulliott 6th place
Commento. Mai visto un heads up così sbilanciato in un torneo del WPT: Gus parte come strafavorito, deve solo espletare quest'ultima formalità.


Venticinquesima Mano. Button: Gus; BB: 12; A: 2

Preflop
Gus 7 4 folds; Paul A K wins 22
Commento. Con questa mano Gus fa capire che anche lui sa farsi i suoi conti, e fa vedere come in un heads up o si rilancia o si lascia.


Ventiseiesima Mano. Button: Paul; BB: 12; A: 2

Preflop
Paul 7 6 calls; Gus 10 3 checks
Paul 49%; Gus 51%
Commento. Paul fa un errore grave: fare call con le sue carte è una mancanza di decisione che si può pagare cara, è come il portiere che nel calcio d'angolo non fa un'uscita decisa né resta in porta, ma fa qualcosa a metà e quindi fa la cosa peggiore. Questo per dire che nel poker (come nella vita, ricordatevi che il poker è un po' una metafora della vita, e qui sta secondo me il suo fascino), le cose o si fanno bene o non si fanno, le azioni fatte a metà sono ancora peggiori.
Flop Q A 2
Gus checks; Paul bets 35; Gus folds; Paul wins 63
Commento. Gus non vuole prendersi rischi inutili (strano a dirsi): aspetta che parli Paul, che ora fa la mossa giusta e si ruba questo piatto, e poi lascia aspettando la mano giusta per eliminare Paul, il quale è fortunato e non paga l'errore del preflop.


Ventisettesima Mano. Button: Gus; BB: 12; A: 2

Preflop
Gus 7 2 folds; Paul 10 8 wins 22
Commento. Ancora una volta Gus aspetta la mano migliore.


Ventottesima Mano. Button: Paul; BB: 12; A: 2

Preflop
Paul 9 9 raises 66; Gus 8 7 folds; Paul wins 82
Commento. Altra mano di attesa per Gus, mentre Paul fa quello che deve fare, e difende la sua coppia di 9.


Ventinovesima Mano. Button: Gus; BB: 12; A: 2

Preflop
Gus 6 6 raises 42; Paul K Q raises all in 184; Gus calls
Gus 53%; Paul 47%
Commento. Finisce la strategia attendista di Gus, che vede un minimo di gioco e scatena la sua voglia di giocare ogni mano: Paul giustamente deve giocare tutte le mani, poiché lasciare, a meno di carte improponibili, e non è questo il caso, serve solo a rimandare la sconfitta.
Flop 5 9 8
Gus 73%; Paul 27%
Commento. Il flop è favorevole a Gus: la situazione non cambia, e per di più un 7 gli darebbe la scala: a Paul rimane solo da sperare in un K, una Q o un improbabile colore a quadri.
Turn. J
Gus 64%; Paul 36%
Commento. Avevo detto che il colore era improbabile? Ora è proprio la possibilità di colore a migliorare la situazione di Paul, anche se Gus resta strafavorito nelle percentuali.
River 7
Gus wins 372, straight 5-9; Paul quits, 2nd place; Gus wins the tournament
Commento.Le percentuali vengono rispettate, e Gus si porta a casa una vittoria costruita da lontano, non nell'heads up ma quando al tavolo c'erano ancora 4 giocatori al tavolo.

Commento finale

Comincio dicendo una cosa: questo torneo è assolutamente diseducativo, nel senso che le giocate sono assolutamente fuori dal manuale (ma le regole non erano fatte per essere infrante...?) e quindi fanno pensare che rischiare in maniera insensata frutti. Bisogna stare attenti però a giudicare Gus come uno azzardato ma fortunato: è capace di farsi i suoi conti. La sua strategia, più che dalla teoria delle probabilità, è stata dettata dalla solida conoscenza della strategia, dello stile, dei punti di forza e di debolezza dei suoi avversari, e questo è l'insegnamento più significativo che si può trarre da questo torneo: bisogna saper leggere gli avversari, e imparare a conoscerli, poiché il poker è giocato (sono ripetitivo lo so, ciò che sto per dire l'ho scritto anche nella recensione precedente) da persone e non da macchine, e la conoscenza della psicologia degli avversari è quindi fondamentale: questa è la grande forza di Gus, che tutti noi possiamo imparare. Ciò che invece non possiamo imparare è il suo innato intuito: o nasci con questa dote, o se no è difficile apprenderla.
Per quanto riguarda le mani interessanti, segnalo la 10, la 11, la 15 e la 17, non a caso tutte mani vinte da Gus grazie proprio al suo saper leggere le mani avversarie, dote di cui non mi stancherò mai di sottolineare l'importanza e che si può imparare solo con l'esperienza. Se devo scegliere la mano più bella, scelgo sempre la 11: in essa Gus ha sì fatto un errore (quel call al preflop) ma ha anche portato una condizione della mano stupenda, è stato capace di vincere un piatto significativo senza carte, imponendo solo il suo gioco e la sua personalità, sfruttando a pieno le carte scoperte e leggendo a meraviglia le incertezze di Antonio: non è facile comunque leggere dietro un rilancio standar al preflop un'insicurezza per le proprie carte, ma Gus ci è riuscito e ha sfruttato in pieno questa indecisione. Potrei parlare a lungo di questa mano, così come della 15, anch'essa stupenda, seppur in essa non sia stata così decisiva la psicologia come nella 11 (Gus in questa mano ha fatto un running up, nella 11 ha vinto solo dipingendo una coppia di Q) ma rimando alle note scritte nelle relative mani, che penso siano abbastanza esaustive.
Concludo questo commento finale ripetendo il vero leit motiv di tutte le mie note: non provate a imitare Gus.