ItaliaPoker > News di Poker > Spagna e Francia: la salvezza passa per il mercato comune

Spagna e Francia: la salvezza passa per il mercato comune

condividi su
PAF lascia la Spagna mentre il poker francese non brilla. Tempo di aprire il mercato europeo?

La crisi economica in Spagna si fa sentire e, a farne le spese non sono soltanto i beni di consumo e le attività commerciali più tradizionalmente più colpiti da situazioni simili, ma anche - e si potrebbe dire inaspettatamente - il settore del poker on line.

Il mercato spagnolo del poker, tanto on line quanto off line, si caratterizza da sempre per essere fortemente competitivo e - soprattutto negli ultimi tempi -  anche estremamente tassato da uno Stato costantemente alle prese con tagli strutturali e liquidità pressoché inesistente.

Il problema, ora, sembra essere il fatto che la a nuova politica del rigore e della tassazione potrebbe non star facendo troppo bene al mercato del poker on line che nel giro di pochissimo tempo sta cominciando a vedere alcuni dei suoi attori principali scappare dalla penisola iberica per sbarcare altrove.

Hanno infatti cominciato a lascare il Paese società come la finlandese Paf , che chiuderà la sua poker room a partire dal 25 Febbraio dando comunque la possibilità a tutti i suoi utenti di utilizzare i ticket rimasti entro il 24 dello stesso mese durante l'ultimo torneo in programma.

La società, che fa parte del Gruppo Ongame, prima dell'annuncio aveva una sua presenza importante nel Paese anche con altri due brand dedicati al poker, PokerMambo.es e Goalwin.es.

Al momento, considerata la situazione economica attraversata dalla Spagna e gli introiti sempre ridotti generati dal mercato del poker on line, altri operatori nazionali stanno pensando di abbandonare le proprie licenze, anche in considerazione del fatto che l'organo preposto ai controlli, la DGOJ - Dirección General del Ordenación del Juego, da tempo spinge per la creazione di una liquidità comune europea.

Eppure la regolarizzazione del mercato spagnolo è recentissima (appena quattro mesi fa) ed i risultati sperati erano di gran lunga superiori alla catastrofe che, complici le difficoltà economiche, è stata invece ottenuta.

In questo modo, con l'abbandono da parte della Paf del mercato spagnolo e la fuga degli altri operatori che, ottenute le licenze, non hanno mai iniziato realmente ad operare al 100% in Spagna, si aprirà uno scenario insolito prima non ipotizzabile: un oligopolio vero e proprio da parte degli altri operatori presenti sul mercato, quei PokerStars, 888 e PartyPoker-Bwin che, con rispettivamente quote pari a 70%, 15% e 6%, di fatto sono le padrone dell'intero mercato.

Se la situazione in Spagna non fa sorridere, non va di certo meglio ai cugini d'Oltralpe visto che anche in Francia molte società stanno abbandonando il mercato.

L'unica piazza in controtendenza sembra essere quella italiana che, con i suoi 15 miliardi di giocate on line, fa da traino all'intero settore.

Da questa valutazione sono nati i presupposti per l'incontro che si è tenuto la settimana scorsa a Parigi fra Italia, Portogallo, Francia e Spagna per spingere alla creazione di un mercato comune con liquidità condivisa, soluzione perfetta soprattutto ed in prima istanza per il poker online.

In questo modo, sarebbe possibile per i giocatori dei paesi coinvolti, partecipare a tavoli non solo della propria nazione ma anche a quelli delle nazioni aderenti, aumentando volume di traffico e disponibilità economica per le diverse piattaforme di gioco on line.

Potrà essere questa la toppa messa a chiusura di una falla che rischia di far crollare l'intero sistema del poker on line europeo?