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Victoria Coren: il Poker è un Gioco Maledetto!

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La celebre giornalista del Guardian racconta la sua passione per il Texas Holdem ed avverte: "Giocate sempre tornei!"

Victoria Coren, giocatrice di poker e giornalista del Guardian, ha descritto il gioco del poker -al quale, comunque si dice appassionata - come crudele, aggressive, antisociale ed ingannevole.

E continuando la sua gentilissima discussione la Coren ha anche aggiunto che il gioco del poker può delle volte diventare anche eccessivamente dispendioso anche se ha ammesso che, almeno nel suo caso, le cose sono sempre andate abbastanza bene soprattutto nel rapporto tra giocate e vincite.

Dopo aver tessuto lodi per il bridge "un gioco più di squadra del Texas Hold'Em" (e qui aggiungerei "sfido io!" visto che vorrei proprio capire come si possa giocare a poker a squadre senza imbrogliare...ndr.), la Coren si è gettata sul campo della letteratura pokeristica dichiarando tutto il suo amore per la novella Shut Up and Deal scritta da Jesse May nel 1998.

A sentire la giornalista, infatti, quello che più risulta interessante dalle pagine di Shut Up and Deal è la capacità dell'autore di rendere perfettamente la brutalità del gioco insieme alla caratterizzazione dei personaggi che - in quanto poker players - non sono esattamente gli assomigliano più a quelli di un romanzo di Burroughs che di una Jane Austen qualsiasi.

Qualche suggerimento per sopravvivere

Uno dei modi migliori per evitare le parti più oscure del Texas Holdem, second la giornalista del Guardian, è quello di gettarsi sui tornei di poker visto che la dimensione sociale del gioco trova la sua massima espressione proprio in questo tipo di competizioni.

Nonostante a nessuno piaccia essere eliminate da un torneo, e qui la Coren ha ragione, tutto quello che si rischia di perdere nel gioco è lo stack iniziale - il buy in comunque già speso per iniziare a giocare mentre nel cash game, al contrario, il rischio è sempre quello di finire per perdere più di quanto non ci si possa realmente permettere.

E, per spiegare questo punto, Victoria Coren ha spiegato come sia riuscita a regalare qualche brutta sorpresa ad un giocatore cinese proprio nel corso di un cash game.

Incubi cash

Victoria ha K-8 come pocket cards ed il flop le regala un sogno: 3-8-8. Come certe strategie impongono in questi casi, alla vista del buon flop, Victoria parte in un raise seguita a ruota da un re-raise di un player cinese al suo tavolo.

A questo punto Victoria prova un altro rise e, come tutta risposta, si prende l'all-in del cinese: un momento decisivo.

Victoria valuta la situazione e capisce che le uniche carte in grado di regalare un vantaggio al suo avversario sono A, 8 o 3-3. Pertanto fa call all in e mostra il suo 8-7.

Il river e turn non aiutano il cinese ed a questo punto, per il player asiatico, giunge il momento di lasciare il tavolo per mancanza di cash.

Errori da cash - lei dice. Perchè quando non si gioca un torneo e si finisce a corto di soldi veri, allora bisogna essere davvero dei duri per farcela.
E non tutti sono all'altezza.