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Vincere a poker: chi ben comincia è a metà dell'opera

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Talvolta, nell'infinita saggezza popolare, possiamo incontrare alcuni detti che sembrano fatti su misura per i giocatori di poker. Uno di questi - come avrete già capito sicuramente dal titolo - è l'immortale "chi ben comincia è a metà dell'opera". Nel poker, per vincere, è essenziale cominciare con il piede giusto.

 

Traducendo, occorre scegliere con particolare cura e attenzione le mani di partenza. Altrimenti, con ogni probabilità perderete la mano. E poi un'altra. E un'altra ancora. Certo, a volte sarete fortunati e centrerete un flop strepitoso con una mano piuttosto scarsa. Ma nel lungo periodo, un giocatore che non fa attenzione alle starting hands è destinato a essere un perdente.

Chiaramente ci sono delle eccezioni, anche se rare. Una di queste è quando vi trovate sullo small blind o sul big blind e nessuno ha rilanciato pre-flop. In un tavolo particolarmente chiuso, questo capita abbastanza spesso (meno nelle partite loose-aggressive). In ogni caso, la maggior parte delle volte dovrete decidere se le vostre carte private rappresentano il "chi ben comincia".

A volte la scelta non è neppure difficile: due carte medio-basse offsuited, lontane tra loro (tipo 8-3), vanno gettate nel muck senza se e senza ma. Lo stesso possiamo dire di una carta alta accoppiata a una carta bassa, tipo K-2, Q-3, J-4 e così via.

Altrettanto facilmente, qualsiasi mano completata è sempre giocabile pre-flop: A-A, K-K, Q-Q sono già coppie di partenza e rilanciare è d'obbligo. Allo stesso modo, anche altre mani a progetto particolarmente forti (A-K, A-Q, A-J e in molti casi K-Q) sono giocabilissime, così come coppie medie quali J-J, T-T e 9-9.

Ovviamente con queste mani vorrete vedere almeno il flop, sperando di migliorare. D'altro canto, con il flop, avrete visto più del 70% della vostra mano finale. Se la vostra mano è la migliore al flop, potete aspettarvi di vincerlo circa il 70% delle volte!

Che dire invece di mani più problematiche, come asso-carta bassa?

Secondo l'algoritmo di Epstein, vale la pena investire del denaro solo quando le due carte sono suited e vi trovate in un piatto multiway (con almeno tre altri avversari al flop), senza che qualcuno abbia piazzato un rilancio prima (o dopo) di voi.

Inoltre, a meno che non siate seduti a un tavolo loose-passive, meglio essere in late position, inmodo da poter foldare facilmente se qualcuno dovesse rilanciare. Con questo genere di mani, la speranza è ottenere un progetto di colore, che però ha probabilità contrarie pari a 8 a 1. Ma se al flop capitano due carte del vostro seme, le probabilità contrarie scendono a meno di 2 a 1: ora avete la possibilità di chiudere un colore nuts, quasi sempre la mano vincente.

Ovviamente dovrete essere cauti, qualora sul board si formasse una coppia: in quel caso, un avversario potrebbe avere un full house e battere il vostro colore. Stesso dicasi per una scala colore, che distruggerebbe il vostro colore all'asso e potrebbe costarvi un sacco di soldi (capita: raramente, ma capita).

Occhio però, che una mano da "chi ben comincia" non la riceverete molto spesso, più o meno una volta ogni quattro o cinque mani. E se siete in early position, l'algoritmo di Epstein dice che riceverete una mano di partenza giocabile solo una volta ogni sei. Siate preparati. Preparati e soprattutto molto pazienti.