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Speciale WSOP: Tag Team, Mosele nel 59, Hauge-shock, polemica Liporace

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Iniziata una delle novità più attese delle WSOP, Maxshark sogna il braccialetto, Hauge trovato morto al Rio, Liporace denuncia le WSOP.

WSOP 2016, ecco il Tag Team

È partito l'evento 61 delle WSOP 2016, il Tag Team da 1.000 dollari che rappresenta una delle novità più attese e curiose delle World Series of Poker di quest'anno. L'evento, che mette in palio un braccialetto, è aperto a squadre fino a un massimo di quattro giocatori: un torneo senza precedenti nella storia dei campionati mondiali di poker.

Anche perché tecnicamente questo significa poter vincere un braccialetto spendendo appena 250 dollari, a patto di formare una squadra da quattro giocatori. Non è niente male, considerato che fino a un paio d'anni fa ce ne volevano almeno 1.000 (salvo poi l'introduzione del Colossus da 565 dollari e di altri tornei low buy-in).

Tra le tante squadre iscritte spicca quella di Jonathan Littlle. Non tanto per il talento del team, quanto per la curiosa composizione: oltre al noto pro americano, infatti, ci sono anche il padre e la madre!

Il buon Larry, padre di John, ha chiuso il Day 1 con 42.000 chip e si è reso protagonista di una mano spettacolare, quando con una scala colore runner runner ha scoppiato un quads di 8 di Valentin Vornicu!

 

Massimo Mosele ancora dentro l'evento 59

Con 285.000 chip, Massimo 'Maxshark' Mosele è ancora in gioco nell'evento 59 delle WSOP 2016, un torneo da 5.000 dollari di No Limit Hold'em. Max occupa la 36° posizione su 47 left e può così sognare ancora per un giorno di mettere le mani su un braccialetto che, nell'occasione, vale poco più di 800.000 dollari.

Al termine del Day 2, il chip leader è Marius Gierse, l'unico insieme con Jordan Knacksted ad aver abbattuto il muro del milione di chip. Nella top ten del chip count troviamo due big come Dominik Nitsche, 6°, e Upeshka De Silva, 8°.

1)      Marius Gierse 1.496.000

2)      Jordan Knackstedt 1.013.000

3)      Yue Du 902.000

4)      Kane Kalas 863.000

5)      Matt O'Donnell 853.000/

6)      Dominik Nitsche 734.000

7)      Javier Gomez 687.000

8)      Upeshka De Silva 661.000

9)      Justin Adams 650.000

10)  Georges Georgiou 646.000

 

Matthew Hauge trovato morto al Rio durante le WSOP

Nei giorni scorsi una vera e propria tragedia ha scosso le World Series of Poker 2016. Matthew Hauge, 26 anni, è stato trovato privo di sensi nella sua stanza del Rio All Suite Hotel & Casino di Las Vegas, il teatro delle WSOP ormai da anni, ed è morto poco dopo essere stato portato in ospedale.

A trovare il ragazzo in stato incosciente è stato lo staff del Rio, che si è prodigato immediatamente per far ricevere ad Hauge tutte le cure necessarie. Purtroppo è stato tutto inutile, nonostante la corsa in ospedale.

Ancora ignote le cause della morte di Matthew Hauge, anche se sono partite le prime speculazioni. C'è chi parla di overdose e chi della possibilità che Hauge sia stato drogato e poi derubato nella sua stessa stanza d'albergo.

La storia ricorda quella di Kevin Boudreau, che qualche anno fa rischiò di lasciarci la pelle dopo essere svenuto nel parcheggio del Rio, per colpa di un'emorragia cerebrale. Fortunatamente in quell'occasione Boudreau fu trovato in tempo e riuscì a riprendersi, tanto da tornare alle World Series l'anno dopo.

 

Andrew Liporace si scaglia contro le WSOP 2016

Torniamo all'evento 59, quello che vede ancora impegnato Massimo Mosele, per parlare del polverone sollevato dall'americano Andrew Liporace. Il giocatore statunitense ha scritto una serie di tweet nel quale spiega come si sia registrato in ritardo al torneo da 5.000 dollari, trovando un double up subito nella prima mano giocata.

Dopo aver contato le chip, però, Liporace si sarebbe accorto di averne ricevute 14.000 in meno dal suo avversario. Nonostante Andrew abbia fatto notare immediatamente la cosa al dealer, lo staff delle WSOP avrebbe - secondo l'americano - fatto praticamente finta di niente, anzi accusando Liporace di essersi seduto di suo con uno stack più piccolo rispetto a quello iniziale.

A nulla sarebbero valse le richieste di spiegazioni da parte di Liporace, che ha così dovuto continuare a giocare con le chip che aveva in quel momento. La storia è stata riproposta anche da Chance Kornuth, professional poker player di gran lunga più conosciuto rispetto a Liporace, che su tweet ha aggiunto: "Questa storia è incredibile, eppure non mi stupisce".